Avremmo dovuto essere in 14, invece, causa neve (o così dicono) siamo rimasti in 7. Lo spettacolo sarebbe dovuto iniziare alle 21, invece, causa neve, è iniziato alle 21.20 e noi siamo entrati in sala alle 21.40, sempre a causa neve ovviamente.
Peccato per Tremonti, ce lo siamo persi… (Era proprio in quei primi 20 minuti!)
In compenso però ci siamo goduti il resto dello spettacolo dalla tribuna stampa (grazie all’amico infiltrato!). Visuale e audio perfetti… Meglio di così non si poteva chiedere!
Guzzanti è davvero un grande. Un artista, un comico, un uomo di cultura, uno showman.
Non lo conoscevo molto bene, e anche i suoi personaggi più famosi li avevo solo intravisti facendo zapping. Ma da venerdì sono senza dubbio diventata una fan a pieno titolo (No, non sono arrivata a rubare la locandina come ha fatto qualcun’altro… e non faccio nomi!
)
I protagonisti dello show sono stati Corrado Guzzanti (ovvio, lo show era il suo!), la sorella Caterina e Marco Marzocca (che scopro solo ora essere, tra l’altro, uno dei protagonisti di Zelig)… Il filo rosso che tiene insieme lo spettacolo è il dialogo tra Guzzanti e Padre Federico (Marco Marzocca). Questo schema narrativo mi dicono che è stato ripreso dal Caso Scafroglia, che io per ora non conosco, ma su cui mi informerò mooolto presto! I due parlano di giovani, di religione, di società… e tra una parte e l’altra del discorso si inseriscono i personaggi, vecchi e nuovi, di Corrado e Caterina: Miss Italia e Mariastella Gelmini (FAVOLOSA!) per lei e Vulvia, Funari, Bertinotti, Quelo, un Cardinale e Di Pietro per lui.
Ciò che mi ha colpito dello spettacolo, oltre alla bravura di tutti e tre i protagonisti, è stata la sapienza con cui sono state mescolate battute molto leggere (tanto per dirne una “gli spingitori di cavalieri”) con un’ironia molto più strutturata, pensata, profonda (la “teoria delle zanzare” di Bertinotti e “quando guardi harry potter…” del cardinale)…un’ironia che fa riflettere…
Ha sparato a zero su chiesa, politica e politici ed è stato molto bravo a farlo. Non sono riuscita a non condividere neanche una delle battute che ha fatto.
Consigliatissimo!
Giovedì 4 Febbraio: secondo articolo sul tema “Social Media Marketing” su http://www.spotandweb.it. Andate sul sito e cercate il n° 19, mi trovate a pagina 3.
Eccone un assaggio…
Ciò che stupisce è che oggi sono le più moderne tecnologie
a soddisfare, anche se non del tutto, questa primordiale
necessità. L’incredibile successo delle community on-line
ne è la prova. Ce ne sono di ogni genere: dedicati
al beauty, allo sport, al cinema… Ma è la musica che, più
di ogni altro tema, ha trovato terreno fertile
nei social network.
Spot and Web è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.
Leggetemi! ![]()
Lunedì 1 Febbraio è stato pubblicato il mio primo articolo sul tema “Social Media Marketing” su http://www.spotandweb.it.
Se andate sul sito e cercate l’arretrato n°16, mi trovate a pagina 4 con un articolo dal titolo “Combattere la crisi con i Social Network”.
Eccone un assaggio…
La domanda sorge spontanea: se dalla parte dei produttori
c’è chi è stato in grado di attutire gli effetti della crisi
utilizzando la rete, si può essere certi che i consumatori
siano stati in grado di fare altrettanto? In realtà hanno
fatto molto di più.
Spot and Web è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.
Leggetemi! ![]()
Il celebre nuovo arrivato in casa Apple non è il futuro.
Ormai ne parlano tutti. Se non sai cosa sia un iPad non sei nessuno! Online ho trovato infinite liste di pro e contro: non ha il gps ma lo schermo è di 10″, non ha il lettore di slot ma è molto sottile, non ha la webcam ma costa poco, non telefona ma monta la tecnologia IPS (per migliorare contrasto e angolo di lettura).
Personalmente penso che non sia nient’altro che un grosso iPhone. Attenzione, non dico che non lo comprerò o che non serve a niente. Dico semplicemente che non soddisfa alcun mio bisogno che non sia già stato soddisfatto da qualche altro strumento. Sarebbe scomodo da portarsi ogni giorno in borsa a milano, sarebbe inutile da tenere in casa a prendere polvere, potrei usarlo nei viaggi lunghi…ma quanti ne faccio all’anno? Due? Tre?
Le innovazioni che io considero davvero di successo sono quelle che riescono a soddisfare i miei bisogni in maniera creativa o che addirittura soddisfano un bisogno che io neanche mi rendevo conto di avere (e in questo l’iPhone sta facendo scuola!).
Un esempio di oggetto con personalità è questo: http://www.downloadblog.it/post/11733/withings-la-bilancia-wi-fi-che-si-connette-ad-internet-ora-anche-con-google-healt?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+downloadblog%2Fit+%28Downloadblog%29&utm_content=Google+Reader.
Withings è una bilancia. Ebbene sì. Withings è uno degli oggetti più odiati dalla maggior parte delle donne e, secondo me, anche degli uomini! Ma in questo caso penso che si possa fare un’eccezione. La bilancia in questione, infatti, è dotata di un’antenna wi-fi e di un software collegato con una app per iPhone che permettono di archiviare, analizzare e monitorare i dati raccolti.
E voi vi chiederete…quale sarebbe l’idea geniale? Se ancora non l’avete ancora capito significa che non avete mai provato a dimagrire, o meglio, che non avete mai fallito una dieta. (Come diavolo avete fatto???)
La cosa più difficile quando ci si mette a dieta è mantenere il controllo, e spesso la soluzione è chiedere il supporto di amiche e parenti. Chi di voi non ha mai chiesto alla migliore amica, alla mamma o alla sorella di “mettersi a dieta insieme”? Withing connettendosi in rete permette di condividere i propri dati con altre persone, magari con una community… Se ci fosse un social network di persone che devono perdere peso e si controllano l’una con l’altra non sarebbe forse più facile?
Credo che se il mio peso ogni mattina comparisse sullo schermo di qualche migliaio di persone io sarei moooooolto più leggera! Voi no?
Finalmente un bel film, che vale il prezzo del biglietto e anche di più!
Un cast di attori straordinario, una storia appassionante, scenografia di tutto rispetto, ricostruzione della “vecchia Italia” molto realistica, scelta linguistica del livornese azzeccatissima…insomma, non ho trovato appigli a cui aggrapparmi per criticare questo film.
Ogni personaggio viene dipinto in maniera dettagliatissima, ma con poche semplici battute. Non servono grandi descrizioni, lunghi dialoghi o film di ore e ore per presentare qualcuno. Basta la frase giusta detta al momento giusto!Bruno, Valeria, Anna, Cristiano, Giancarlo…è come se li conoscessi da una vita!
É un film drammatico, ma metà del tempo in sala lo si passa a ridere; perchè la sceneggiatura è brillante, ironica e pur trattando un argomento triste non è mai pesante. I dialoghi sono ricchi di battute, mai volgari (strano per un film all’italiana!) ma divertenti.
Un’altro dettaglio (oddio, proprio un dettaglio non è!) che mi ha colpita in maniera favorevolissima è la scelta del cast. Credo che non si potessero scegliere attori più adatti. Virzì c’ha preso in pieno. La somiglianza fisica e comportamentale degli attori che interpretano i personaggi “del passato” con quelli “del presente” è sconvolgente. Dal punto di vista dei tratti somatici bisogna fare i complimenti al regista, ma dal punto di vista della caratterizzazione dei personaggi sono gli attori stessi che dimostrano quanto valgono. E valgono tanto. La cosa sconvolgente è che non saprei dire chi è stato più bravo… perchè sono uno più bravo dell’altro:
Micaela Ramazzotti, Stefania Sandrelli, Valerio Mastandrea, Dario Ballantini, Claudia Pandolfi, Marco Messeri, Paolo Ruffini, Sergio Albelli, Marco Risi, Roberto Rondelli, Isabella Cecchi, Aurora Frasca, Giulia Burgalassi, Francesco Rapalino, Fabrizio Brandi, Michele Crestacci, Giacomo Bibiani, Riccardo Bianchi, Isabelle Adriani
Insomma, se siete stufi dei soliti film all’italiana che non valgono due lire, e che ci fanno vergognare del nostro cinema, andate a vedere “La prima cosa bella” e capirete che attori e registi italiani possono dare molto.
Di cosa parla il film? Scopritelo da soli.
“Mamma! Mamma! Mi sa che mi sono innamorata!” “Eeeehhh…pigliati un’aspirina!”
Curiosa e, soprattutto, obbligata da amici, sono andata a vedere il film di cui tutti parlano: Avatar.
Premetto che forse non sono l’esperta di cinema da cui vorreste una recensione. Forse non sono neanche in grado di redigere una vera recensione, completa e obiettiva. Ma credo di saper riconoscere un capolavoro da un filmaccio.
Avatar non appartiene nè alla prima, nè alla seconda categoria.
La grafica e la scenografia sono eccezionali. La realtà di Pandora, riprodotta su schermo in modalità 3D, è talmente realistica che lo spettatore si sente immerso nella storia. É senza dubbio il miglior 3D che io abbia mai visto! Ti sembra di vivere il pianeta inesplorato proprio come se fossi lì, con il naso nei fiori fosforescenti.
Peccato invece per dialoghi e sceneggiatura. Credo che la frase più ricca di pathos di tutto il film reciti più o meno così: “Ah. Il pianeta è in pericolo. Salviamolo.” Non ci sono citazioni memorabili, non ci sono monologhi che restano impressi, non c’è traccia di struttura narrativa.
I personaggi non sono caratterizzati con attenzione. Se doveste chiedermi cosa mi ricordo dei vari protagonisti saprei dirvi ben poco. L’unica che si distingue è l’eroina del film. Sapeva solo soffiare come un gattaccio in preda a una crisi di nervi. Ma sapeva farlo davvero bene. Lei è l’erede al trono di Pandora, quella che si innamora del protagonista, quella che combatte con più tenacia durante le battaglie. Quella, insomma, che si distingue dalla massa.
La storia è banalissima. Avete presente Pocahontas? O un qualsiasi film sul Far West? Ecco, non si discosta di molto dall’immagine che avete dello stereotipo del film di conquista. Un gruppo di uomini senza pietà vuole invadere una terra fertile e rigogliosa, ma l’eletto, dal cuore tenero e con muscoli d’acciaio, si schiererà con i buoni e salverà il popolo indifeso. Amen.
E poi sono 3 ore di film…troppe per un 3D, anche se bello come questo!
Voto: 6 e mezzzo.
Ma se non vi fidate di me e preferite sentire anche l’altra campana, leggete come lo presenta Wired, con un’intervista al regista, James Cameron.
Me l’hanno presentato come il libro che ha ispirato Eyes Wide Shut. Non avendo visto il film non sapevo cosa aspettarmi ma, da grande fan di Kubrick, ho pensato che poteva essere interessante leggere un’opera e vedere poi cosa il maestro fosse riuscito a tirarne fuori (anche se solo in parte… RIP).
Ora che ci penso, mi sembra anche molto strano che i primi due libri che ho letto da neo laureata siano due Adelphi, da vera intellettuale
… mah! Comunque, questo libellum di Adelphi non è altro che un delirio lungo 130 pagine.
La storia è molto semplice. Un uomo in piena crisi di mezza età vorrebbe farsi l’amante ma non ne ha il coraggio. E soprattutto, non sa neanche quale, tra le tante donne a disposizione, potrebbe essere la candidata ideale per ricoprire quel ruolo.
Il modo in cui questa storia viene raccontata, invece, è tutt’altro che semplice. La parola che meglio potrebbe definirlo è “onirico”. Non si capisce mai quando il protagonista vive o sogna. I fatti perdono di consistenza e tutto sfuma nell’indefinito. Ci sarà andato davvero alla festa in maschera? Il sogno della moglie sarà davvero irreale o il tradimento era vero?
Giudizio finale? Aspetto di vedere come l’abbia interpretato K. e poi ne riparleremo… Per ora anche il mio giudizio rimane indefinito.
Vacanze di Natale, il primo lunedì dell’anno. Voglia di shopping. Cosa c’è di meglio di una gita al super mega centro commerciale di zona? Detto fatto. Prendo la macchina e vado all’Iper di Montebello della Battaglia. Dopo una bella mezz’ora persa a regolare un conto in sospeso con la portabilità del mio nuovo numero di telefono decido di prendermi un caffè al bar. Mentre sono in coda alla cassa sento che il tizio dientro di me inizia a tossirmi sul collo e penso “ma tu guarda che incivile, mi tossisce addosso!”. In un nanosecondo mi rendo conto che anch’io avevo iniziato a tossire, che tutti quelli intorno a me stavano tossendo e poco dopo vedo gruppi di persone che un po’ camminando e un po’ di corsa escono all’aria aperta. Tossendo, con un bruciore in gola che nn riuscivo ad attribuire a niente di conosciuto cerco anch’io di recuperare un po’ di ossigeno pulito.
Con un mal di testa devastante, la gola che grattava, una repressa voglia di shopping e un po’ di preoccupazione me ne sono tornata a casa.
Dopo qualche ora decido di telefonare al centro commerciale e chiedere che diavolo sia successo… Devo preoccuparmi? Era qualcosa di tossico? Come mai ci siamo messi a tossire tutti insieme? Cosa c’era nell’aria? Da dove veniva? L’unica risposta che sono riuscita a strappare alla centralinista è stata “No, non si preoccupi, sono venuti anche i Carabinieri a controllare, è tutto a posto, era solo uno scherzo di qualche stupido”.
Il giorno successivo decido di comprare la Provincia, il gettonatissimo quotidiano locale per cercare di capire qualcosa di più. Nessun articolo, neanche un trafiletto piccolo piccolo.
Ma come ha fatto lo “stupido” a spruzzare qualcosa di tossico nei condotti dell’aria condizionata? Come ci è arrivato? E che cosa ha spruzzato? Perchè non sono state date informazioni al riguardo?
Morale della favola: lo shopping nuoce al portafoglio e ai polmoni.
Mi sembra di essere capitata in un film di Tim Burton. Un film dove nessuna cosa o persona è al proprio posto e tutto capita senza alcuna ragione logica.
Qualcuno sa spiegarmi come sia possibile che in 3 e dico TRE giorni Trenitalia non sia ancora riuscita ad arginare “l’emergenza neve”? Non c’è stata alcuna tormenta. Nessuna bufera. Neanche uragani. Solo qualche fiocchetto di neve.
Ed è ecco che si è scatenato il panico.
Lunedì ho tentato di andare a lavorare regolarmente (sebbene non ci sperassi troppo…conosco i miei polli) e sono rimasta bloccata a Certosa di Pavia. Nessun treno verso Milano (se non uno, imballatissimo, su cui sono riusciti a salire solo pochi eletti) e nessuno verso Voghera. Anche Repubblica ha riportato le foto del blocco.
Ieri ci ho rinunciato a priori, e a sentire i racconti dei pendolari-profughi, ho fatto bene.
Oggi ci ho riprovato. La neve si sta sciogliendo, questa notte ha piovuto. Ho sperato che, seppur con qualche ritardo, a Milano sarei riuscita ad arrivarci…e invece…
Tanto per gradire vi riporto quello che dice il sito di Trenitalia:
“23/12/2009 06:55
A causa di una repentina e anomala formazione di ghiaccio si sono verificate numerose rotture della linea elettrica nelle tratte da Milano verso Bologna e Genova. Formazione di ghiaccio si ha anche su tutte le linee che partono da Milano. Fs sta mandando locomotori raschia ghiaccio su queste linee e sta riparando quelle rotte. Persistendo queste condizioni la previsione di ripristino è per le ore 8. Fs e Protezione Civile stanno provvedendo all’assistenza dei passeggeri presso le stazioni interessate e i treni fermi in linea. Le Ferrovie dello Stato consigliano di non prendere il treno fino a quando non si sarà risolto il problema o di attendere altre informazioni prima di mettersi in viaggio.”
Ma se alle 07.50 io ero in stazione e non si vedeva nemmeno l’ombra di un treno come fanno a parlare di ripristino???
E nel caso qualcuno dubitasse della mia buona fede, faccia come me, e vada direttamente sul sito a controllare se trova treni da Bressana a Milano. Questo è il risultato che ho ottenuto io!











