Le soddisfazioni di una massaia d’altri tempi

Ho scelto di lavorare in un settore dove non tocchi mai con mano i frutti delle tue fatiche. Un settore in cui, se tutto va bene, le tue idee diventano una manciata di bit. Un settore in cui, se tutto va male, le tue idee spariscono nell’etere in qualche server difettoso.

L’ho scelto e mi sta bene così.

Ma la soddisfazione di avere tra le mani un prodotto concreto, utile, bello, che uso tutti i giorni non ha prezzo.

Ho finito oggi di cucire la mia prima e spero non ultima coperta patchwork. In un paio di mesi ho ritagliato circa 300 quadrati (11*11 e 21*21), li ho cuciti insieme, poi li ho applicato il telo risultante dall’unione di tutti i quadratini su un piumino vecchio e brutto, ho cucito l’orlo, ho dato le impunture di sostegno. Ed ecco il risultato: una coperta da serad’invernocontazzadicioccolatadavantialcamino.

Coperta patchwork rossa

E se dopo questa bellissima descrizione e questa bellissima foto non vi è ancora venuta voglia di prendere ago e filo e iniziare a cucire, guardatevi questo film e poi ne riparliamo! ;)

Ecco la recensione su My Movies e un assaggio da YT. Enjoy!

5 thoughts on “Le soddisfazioni di una massaia d’altri tempi

  1. IL MAESTRO on

    Sappiamo tutti bene che cos’è una coperta patchwork: un insieme di pezzi e pezzetti vari di tutte le stoffe, colori e formati; una cosa che possiamo apprezzare, perché calda, e sicuramente curiosa e divertente.
    Ma una QUESTA coperta patchwork è ben altra cosa: è una coperta in grado di fare riflettere, suggestionare, stimolare emozioni, agire per transfert con il fruitore, oltre che divertire. Il tutto, con una mirabile coerenza, di stile e di modi.
    In quest’ottica si può dire che siamo di fronte a un capolavoro di arte funzionale.
    Vivissimi complimenti.

  2. Arianna on

    Complimenti!
    E’ davvero molto bella e se consideri che è la prima…. le altre lo saranno ancora di più!!

  3. L'oscuro Signore on

    Debbo dissentire con il commento del sedicente “MAESTRO”.
    Questa coperta non è altro che la rappresentazione di un’ideologia ormai sorpassata:il divanismo (o divanesimo che dir si voglia).
    Affiliati a questa “religione” sono solitamente grezzi e svogliati lavoratori milanesi, incapaci di trasmettere a parole sentimenti veri e più portati a modellare su banalissimi patchwork le loro sensazioni.
    In quest’ottica di consumismo arrembante, plagiati dal dio Tv e da meschini maestri d’arte, ecco che si improvvisano artisti e sferruzzano nel fine settimana al fine di creare…questo.
    Una barbarie!Ma dove andremo a finire!
    Saluti.
    Un cinico deluso.

  4. IL MAESTRO on

    Spendere parole in risposta a un commento tanto stolto sarebbe come elargire perle ai porci, o peggio gettare benzina sul fuoco di una sterile miopia critica che mai può essere creatrice di cosa alcuna, ma soltanto distruggerla.
    Continua così Valentina, nessuna ideologia potrà mai fermare le tue coperte patchwork!

  5. L'oscuro Signore on

    Ah!
    E’ così dunque!
    Ci si ritira dal confronto anzichè dissertare, eh?
    La definizione di sterile miopia non mi si addice, Caro Maestro (con Marco Columbro), poichè io più di tutti sono a favore del costruttivismo, del costrutto e dello strutto. Le sue lagnanze altro non fanno che aumentare di volume i cori degli insoddisfatti cronici che affollano questo paese e il suo parlamento.
    Si contenga!
    E, Cara Valentina (di Max Gazzè), un consiglio:dedichi il suo tempo a cose più soddisfacenti e di lunga durata, come creare statue di ghiaccio.

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