Berlusconi e la violenza su Facebook

Berlusconi è in ospedale reduce da un’aggressione. Un grafico pubblicitario in cura per problemi mentali da 10 anni ieri al termine di un comizio l’ha colpito con una miniatura del Duomo di Milano.

Non voglio parlare di politica. Non credo sia questa la sede per giudicare un atto del genere. Ci sono ragioni sociali? É solo un pazzo che non sa quello che fa? Sarà questa la scintilla che scatenerà una “guerra civile”? Non ne ho idea. Sono pacifista e detesto la violenza in ogni sua forma, ma capisco anche quali possano essere le ragioni che spingono una persona più o meno sana di mente a comportarsi così.

La notizia che mi preoccupa davvero è questa “Il governo: “Oscurare i social network che inneggiano a violenza”“.  Anche Libero ne parla, attribuendo la frase a Ronchi, il ministro per le Politiche europee.

Io che i social network li vivo non mi sono stupita più di tanto di pagine come “Massimo Tartaglia” che inneggiano alla violenza contro Berlusconi o che difendono l’aggressore. Di gruppi così se ne trovano in abbondanza, ma non solo contro il Presidente del Consiglio. Ci sono gruppi razzisti, gruppi xenofobi, gruppi antifascisti e anticomunisti, ci sono gruppi contro i Puffi, contro Farmville, gruppi che incitano all’odio contro gli animali. Gruppi contro le bionde e contro le more, gruppi contro i Rom, contro Fabrizio Corona e contro la Cina. Gruppi contro gli USA e contro Bush, contro Di Pietro e contro Fini. Non sono una novità, e se le autorità avessero ritenuto questi gruppi un fenomeno preoccupante avrebbero dovuto svegliarsi ben prima. A sconvolgermi è stato invece questo gruppo http://www.facebook.com/profile.php?v=feed&story_fbid=203871601106&id=1458913018#/group.php?gid=9069785212&ref=mf.

Al momento della sua creazione, il titolo e il tenore del gruppo erano indiscutibilmente di tipo “anti-Berlusconiano”. I fan sono cresciuti e sono arrivati intorno ai 150000.

Inspiegabilmente, senza avvertimento, senza notifica, senza dire niente a nessuno l’amministratore della pagina ha modificato il titolo del gruppo, ha cancellato i post della bacheca contro il Presidente del Consiglio e ha trasformato una legittima pagina di protesta contro il Governo (che in un paese democratico ha il sacrosanto diritto di esistere) in un gruppo che ne esalta le qualità di uomo e di politico, un gruppo “pro-Berlusconi”. I 150000 fan si sono ritrovati ad esser membri di un gruppo di cui non condividono la linea, che non li rappresenta e che anzi va contro le loro idee. Com’è possibile? Com’è possibile che venga tollerata una tale frode? Questa è un’evidente violazione della libertà d’opinione.

Per di più la descrizione del gruppo è evidentemente ironica:

AVVISO IMPORTANTE
X TUTTI COLORO KE NN SANNO KI è STATO AD ISCRIVERLI!!
E STATO BABBO NATALE KE VI HA ELOGIATO CON IL REGALO PIU’ BELLO.

Oltre al danno, la beffa.

E la soluzione sarebbe bloccare i social network che inneggiano alla violenza? Non sarebbe più logico iniziare a evitare che la gente venga privata del diritto ad esprimere il proprio parere? Magari saremmo tutti meno incazzati e meno violenti.

ps. Per non parlare dell’errore d’ortografia presente nell’immagine profilo del gruppo. Almeno il nome del nostro paese impariamo a scriverlo correttamente.

Gruppo Pro Tartaglia

One thought on “Berlusconi e la violenza su Facebook

  1. Valentina, come darti torto. E’ stata una scorrettezza, servita ai TG per sparare 350 mila sostenitori.
    Il problema non è essere o meno concordi, ognuno la pensi come vuole, ma è estorcere all’insaputa dell’iscritto un sostegno.
    Questo non può che portare a una riflessione sulla presenza di ognuno di noi nei Social Network e, soprattutto, dovrebbe indurre i gestori di FB a darsi una regolata. Oggi è Berlusconi, domani potrebbe essere un gruppo che inneggia al razzismo o peggio ancora.

    Fabio

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