Chatroulette: you are nexted!

Ecco il nuovo passatempo per social addict: Chatroulette. Ci si collega, si accede alla piattaforma, senza login e senza registrazione, si accende la webcam e si inizia a giocare. Sul monitor appaiono due immagini, la propria e quella dell’interlocutore. Si può scegliere di iniziare a interagire oppure di passare al candidato successivo cliccando “Next”. Il meccanismo con cui gli utenti vengono abbinati è puramente casuale, non ci sono algoritmi di assegnazione per gusti o fasce di età. Ci si può trovare davanti a chiunque e a qualsiasi cosa.

Poiché l’aspetto più interessante del servizio corrisponde proprio alla possibilità di cambiare interlocutore in modo facile e immediato, è molto facile che si venga “nexted”, quindi esclusi dal gioco. L’esclusione però, a prescindere da quello che si possa pensare, avviene senza offese o rancori. È un gioco, una roulette, e nessuno ci rimane male.

Questa piattaforma è stata creata da un diciassettenne russo, Andrey Ternovskiy, che, stanco di chattare con i suoi amici e insoddisfatto dei soliti Skype e MSN, ha deciso di creare un network senza frontiere relazionali. Voleva nuovi amici sconosciuti con cui chiacchierare. A metà febbraio Chatroulette aveva una media di 20000 utenti ogni notte, non male come bacino di utenti da cui attingere per fare amicizia!

La differenza fondamentale rispetto ai social network che noi tutti conosciamo e usiamo è proprio questa. Mentre noi su Facebook, Twitter e Friendfeed cerchiamo i nostri amici, qui si instaurano relazioni con perfetti sconosciuti. È un servizio differente anche dalle chat tradizionali, in cui, anche se non si conosce chi si ha di fronte, si ha sempre qualcosa in comune, un argomento di conversazione di base che di solito è rappresentato dalla stanza di chat che si frequenta.

Le condizioni del servizio prevedono che gli utilizzatori abbiano almeno 16 anni ma, in realtà, non essendoci un controllo sugli accessi e neppure una registrazione obbligatoria, i minorenni sono presenti e attivi esattamente come gli utenti di tutte le altre età. Ed è proprio la presenza dei minorenni che fa sorgere la maggior parte dei problemi.

Noi sappiamo che i nostri figli su Facebook interagiscono con amici, conoscenti e magari familiari, ma quando si collegano a Chatroulette chi vedranno attraverso i loro monitor?

Bastano pochi minuti di chat per rendersi conto che molto, troppo, spesso si trovano immagini violente e a sfondo pornografico. Gli esibizionisti trovano qui, infatti, terreno fertile per le loro perversioni: possono finalmente “far vedere” senza filtri o limiti. C’è chi addirittura ha messo in scena impiccagioni e finti suicidi. Alcuni hanno paragonato queste immagini allo spam: come possiamo eliminare lo spam dalla casella di posta, qui possiamo semplicemente cliccare su “next”. Ma ormai l’immagine l’abbiamo vista, mentre il messaggio di posta indesiderato possiamo anche non aprirlo.

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Da pochi giorni è anche disponibile una nuova feature per Chatroulette, la geolocalizzazione. È infatti possibile localizzare tramite Google Maps le immagini dell’ultima connessione dei vari utenti attraverso l’indirizzo IP. La rintracciabilità dell’interlocutore snatura il servizio e crea scontento tra gli utilizzatori abituali o è un modo efficace per scoraggiare gli esibizionisti?

Articolo apparso sul n°42 di http://www.spotandweb.it di Mercoledì 17 Marzo.

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