Promodigital, polemiche su polemiche

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Stamattina, leggendo i miei soliti feed mi sono imbattuta in una discussione che trovo molto interessante.
Qui, sul sito del WOMMI e qui, sul blog di Wolly, si parla dell’acquisizione di Promodigital da parte di Wikio. Questa fusione ha portato in Italia un sistema ormai già consolidato in Francia e in altri paesi (o almeno così ho capito io) per cui un brand paga, attraverso l’agenzia affiliata a wikio, i blogger per scrivere recensioni su prodotti e servizi. E fin qui tutto bene. É pubblicità.

Il problema sorge nel momento in cui nelle condizioni di accetazione dell’incarico da parte del blogger, si parla di “validazione” del post da parte dell’agenzia, prima che questo venga pubblicato sul blog. Il rischio è quindi quello di cadere nel baratro della censura.

Io ho accettato l’offerta, ho aderito all’iniziativa e ho anche già pubblicato un post. Le ragioni per cui ho scelto questa strada e non mi sono unita al coro di proteste sono fondamentalmente due.

Prima di tutto perchè una grama volta che mi pagano per fare il mio lavoro non posso che ringraziare e darmi da fare. Ormai ho perso il conto delle agenzie, dei privati, delle aziende che mi hanno offerto di fare social media marketing GRATIS, e magari senza neanche un grazie alla fine. Promodigital mi ha detto: questo è il prodotto, questa è l’offerta, SE VUOI, scrivi. Io ho deciso di scrivere.

Secondo perchè credo che se davvero Promodigital facesse il tipo di censura di cui tutti parlano fallirebbe. Io sono una blogger, mi propongono un prodotto, a me non piace, ne parlo male, loro mi censurano e io non pubblico il post. Se il prodotto non piace a nessuno, nessuno ne parlerà e la campagna fallirà miseramente. Oppure, ancora peggio, io pubblico il post senza essere pagata e invece di parlarne male, ne parlo malissimo, così come parlo malissimo di Promodigital e di Wikio. In questo modo innesco il buzz, ma un buzz negativo, che di certo non interessa nè al brand, nè all’agenzia!

Ci sarà sicuramente chi mi risponderà che il problema riguarda tutti i blogger che saranno disposti a fare pubblicità a qualsiasi prodotto venga proposto pur di guadagnare qualcosa, come dice Daniele – Viralavatar. Ma cosa c’è di diverso rispetto a qualsiasi altra professione? Cosa cambia tra un dirigente che fa una raccomandazione e un blogger che parla bene di un prodotto che in realtà detesta? O cosa c’è di diverso rispetto a un giornalista che travisa una notizia per fare i propri interessi? Niente. E potrei fare altri esempi, molto più gravi, che riguardano politici o costruttori o medici… Venir meno alla propria deontologia professionale è sempre sbagliato, qualsiasi sia l’attività svolta. Ma questo è un problema di coscienza personale, non è un problema di Promodigital!

Voi che ne pensate? Sono curiosa di sapere come si evolve la storia!

PS: Promodigital non mi ha pagata per scrivere questo post. Se volesse farlo, ha i miei dati! :)

One thought on “Promodigital, polemiche su polemiche

  1. La differenza fondamentale è che i blog, in origine, nascono come spazi di espressione libera e spontanea. Blog sono io che navigo attraverso una rete libera. Scrivere su un blog non è una professione…o almeno non lo era.
    Il post a pagamento esula un po’ da quello per cui i blog sono nati. E come se tu andassi in giro con un volantino appiccicato sulla fronte.
    D’altro canto la Rete è libertà, per cui uno, nel suo spazio, può decidere di scrivere e fare quello che vuole..e non è neanche necessario giustificarsi troppo!

  2. Pingback: AAA blogger cercansi!

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