Volleyball, welcome back!

Facevo terza o quarta superiore quando ho smesso di giocare a pallavolo. Ero bravina, mi dividevo in due squadre e la partita alla Domenica era una valvola di sfogo impareggiabile. Poi allenatore e società hanno iniziato a chiedere sempre più tempo ed energie e io ho mollato. Volevo essere libera di passare le mie serate e i miei weekend come mi pareva e piaceva, da vera adolescente. Un errore? Mah!

Certo è che in tutti questi anni la pallavolo mi è mancata tanto, me la sono pure sognata di notte qualche volta. Ho sempre avuto la tentazione di ricominciare a giocare… Per un motivo o per l’altro però non ce l’ho mai fatta.

Sono dovuta arrivare fino in Irlanda per rimettermi le ginocchiere!

Stasera sono tornata in campo. Dopo 5 minuti credevo di morire: senza fiato, pesante, lenta, scoordinata. Piano piano ho ripreso confidenza con la palla, ho trovato feeling con le compagne, ho iniziato a capire i bofonchiamenti dell’allenatore (ve lo raccomando un sessantanne che parla in Dublinese stretto!) e tutto ha improvvisamente avuto un senso. Anche l’acido lattico in ogni muscolo del mio corpo.

Mens sana in corpore sano, o qualcosa del genere… Lo sport può essere un buon motivo per voler essere persone migliori, fisicamente e nei rapporti umani. Nella palestra dove giocavo da ragazzina c’era un enorme cartellone con scritto “Lo sport è gioia di vivere…”. Stasera non me la sento di dargli torto.

2 thoughts on “Volleyball, welcome back!

  1. Pietro on

    non hai finito la citazione:”…chi lo pratica non pensa alla droga”. Ah ah ah! Erano altri tempi…

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