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	<title>Tesi e Illusioni &#187; Social Media Marketing</title>
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		<title>Do&#8217;s And Dont&#8217;s Of Social Media</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 12:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una bella Infographic su cosa fare e cosa non fare sui Social Media&#8230; Certo, consideriamolo solo un riassunto!

Grazie a Alive Now!
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Una bella Infographic su cosa fare e cosa non fare sui Social Media&#8230; Certo, consideriamolo solo un riassunto!</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/08/do-and-donts-of-social-media.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-580" title="do and donts of social media" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/08/do-and-donts-of-social-media-200x300.png" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Grazie a <a href="http://blog.alivenow.in/2010/08/infographic-dos-and-donts-of-social.html">Alive Now</a>!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Come fare un bel CV per Google &#8211; 2</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Aug 2010 16:08:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso, ecco la seconda dose di consigli! Redigere un CV non é semplice, bisogna tener conto di tanti dettagli&#8230;dettagli che spesso ci vengono in mente solo dopo averlo inviato a destra e a manca. Mi auguro che questa lista vi faciliti la vita quando sarete alle prese con CV e colloqui. In particolare qui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/2010/08/04/come-fare-un-bel-cv-per-google-1/">Come promesso</a>, ecco la seconda dose di consigli! Redigere un CV non é semplice, bisogna tener conto di tanti dettagli&#8230;dettagli che spesso ci vengono in mente solo dopo averlo inviato a destra e a manca. Mi auguro che questa lista vi faciliti la vita quando sarete alle prese con CV e colloqui. <a href="http://www.valentinamaggi.net/2010/07/15/dublin-google-seconda-puntata/">In particolare qui a Google!</a> <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- imparate le lingue straniere. Conoscere persone diverse da noi, che  hanno qualcosa da dirci e da insegnarci é il modo migliore per  crescere. E come fare a comunicare con queste persone in ambienti  internazionali? L&#8217;unica é sapere il maggior numero di lingue possibili.  Nell&#8217;ultimo mese la maggior parte delle mie conversazioni inizia in una  lingua (magari l&#8217;italiano), viene portata avanti in un&#8217;altra (spesso  l&#8217;inglese), e si conclude in un&#8217;altra ancora (tendenzialmente lo  spagnolo). Si potrebbe anche eleggere l&#8217;inglese a strumento di  comunicazione per eccellenza, ma perché perdere la varietà infinita di  dettagli e sfumature che ciascuna lingua offre? Provate a chiedere ad un  argentino cosa direbbe a una ragazza con un bel lato B. <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>- non siate timidi. Avete idee? Credete di avere una soluzione  geniale per qualche problema? Vi sembra che il team sia organizzato  male? Ditelo! Le doti di leadership sono apprezzate sempre e comunque.  Prendete l&#8217;iniziativa ogni qualvolta ne avete l&#8217;occasione. Che senso ha  mettersi dei freni quando vi hanno assunto proprio per dare il vostro  contributo all&#8217;azienda?</p>
<p>- non esiste solo il lavoro. In Italia non mi era mai successo, ma  qui ho scoperto che le passioni personali sono &#8220;valutate&#8221; quasi tanto  quanto le prestazioni lavorative (ho detto quasi!). Tra i miei colleghi  ho campioni di pentatlon, istruttori di spinning, musicisti, ballerini,  calciatori… Chi più ne ha più ne metta! L&#8217;idea di base é che se passate  la vostra vita in ufficio non entrerete mai in contatto con esperienze  nuove e motivanti che vi consentano di arricchire voi stessi e il vostro  team.</p>
<p>- buttatevi nel volontariato. Io non l&#8217;ho mai fatto. Un po&#8217; per  pigrizia, un po&#8217; per tirchieria (esiste come parola?), un po&#8217; perché in  effetti in Italia non frega niente a nessuno. Nella società del  vabbuonismo in cui sono cresciuta non esistono incentivi per le  attività sociali. Qui oltre a favorire le donazioni in denaro,  organizzano eventi in cui tutti siamo coinvolti per supportare la  comunità e ci spronano costantemente a fare del nostro meglio per  migliorare la società in cui viviamo. E la raccolta differenziata ad  ogni angolo dell&#8217;ufficio (e della strada) credo che sia un segnale molto  evidente di questa tendenza.</p>
<p>- siate curiosi. Cercate di dimostrare, ad ogni stadio del processo  di selezione grande curiosità verso il lavoro che vi aspetta, verso i  colleghi, verso l&#8217;azienda, verso tutto. Dovrebbe essere proprio la  curiosità a muovervi verso nuovi traguardi, se non chiedete come fate a  dimostrarlo? Informatevi! Su YT, su Google, su blog e forum, sui  social network e tra i vostri contatti potete trovare una mole  impressionante di informazioni sull&#8217;azienda in cui volete lavorare (che  sia Google, o qualsiasi altra). Cercate ogni dettaglio, provate a capire  la struttura interna, quali sono gli obiettivi? Chi stanno cercando e  perché? Siete voi la persona giusta? Cercate di avere in mano tutti gli  strumenti e le informazioni per dimostrarlo!</p>
<p>- curate l&#8217;aspetto del cv. Lo so che sono i contenuti quelli che  contano, ma se vi candidate con un brutto cv fate prima di tutto una  brutta impressione. Ci andreste ad un colloquio con il trucco sfatto, i  denti sporchi e le ascelle che puzzano? No? E allora perché inviate cv  con errori di ortografia, con le esperienze professionali in ordine  sparso, senza una bella foto che fa simpatia?</p>
<p>- siate precisi. Nel cv non limitatevi a segnalare sommariamente ciò  che avete fatto. Inserite dati e numeri. Che voti avete preso? Quando  avete frequentato quel corso? Qual é il sito dell&#8217;azienda per cui avete  lavorato di recente? E il titolo della tesi? Capisco che se i voti non  sono eccelsi si tende a evitare l&#8217;argomento ma in aziende strutturate  come Google ve lo chiederanno, prima o poi ve lo chiederanno, quindi  perché non chiarire subito le cose?</p>
<p>- siete sicuri di voler mandare il cv europeo? Su questo argomento  c&#8217;é un grosso dibattito. Non so quale sia la soluzione migliore in senso  assoluto, ma senza dubbio sono convinta che un cv ben strutturato,  completo e esaustivo con un lay-out personalizzato sia migliore rispetto  al triste cv in formato europeo.</p>
<p>Sarebbe bello ricevere altre idee!</p>
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		<title>VIODIO, VIAMO o…</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 07:55:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutto è partito da Tumblr che, per chi ancora non lo sapesse, è una piattaforma di microblogging dedicata alla condivisione di contenuti in maniera molto intuitiva e diretta. È da http://viodio.tumblr.com/ che è nata l’iniziativa di chiudere in un quadrato nero uno sfogo di rabbia verso qualcosa o qualcuno. Il 27 Gennaio di quest’anno “TRENITALIA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutto è partito da Tumblr che, per chi ancora non lo sapesse, è una piattaforma di microblogging dedicata alla condivisione di contenuti in maniera molto intuitiva e diretta. È da <a href="http://viodio.tumblr.com/">http://viodio.tumblr.com/</a> che è nata l’iniziativa di chiudere in un quadrato nero uno sfogo di rabbia verso qualcosa o qualcuno. Il 27 Gennaio di quest’anno “TRENITALIA TI ODIO” è stato il primo messaggio pubblicato. Ad oggi sono stati superati i 135. Ma il dato interessante riguarda la diffusione di questa moda anche sui social network.</p>
<p>Su Facebook oltre alla fan page ufficiale <a href="http://www.facebook.com/pages/VIODIO/119358954756289">VIODIO</a>, con i suoi 134,508 fan spopolano le satelliti <a href="http://www.facebook.com/pages/VIAMO/122990954380145">VIAMO</a>, <a href="http://www.facebook.com/pages/TI-BIASIMO/118852404804274">TI BIASIMO</a>, <a href="http://www.facebook.com/pages/FIDATI/119000464796336">FIDATI</a>&#8230;</p>
<p>Su Twitter, sono gli hashtag <a href="http://twitter.com/#search?q=%23viodio">#viodio</a> e <a href="http://twitter.com/#search?q=%23tiodio">#tiodio</a> a dettar legge.</p>
<p>Chi di voi non ha ancora visto sulla propria bacheca uno di questi quadrati? Chi di voi non ne ha ancora pubblicato almeno uno? Questo sì che è un bell’esempio di viralità. È un meccanismo semplice (un bel quadrato a sfondo nero con scritta bianca), che soddisfa un bisogno primario (l’espressione di un sentimento), con un pattern standard su cui si può giocare in maniera creativa (le varianti dell’originale VIODIO sono ormai innumerevoli).</p>
<p>Ma in casi come questi un’azienda cosa può fare? Stare a guardare il tormentone del momento e cercare di capire come copiarlo? Analizzare gli elementi che l’hanno portato al successo e cercare di riprodurli? Non credo. La brutta copia di una bella iniziativa è quanto di peggio si possa fare per promuovere un marchio. Forse l’unico modo di approfittare di un meccanismo di questo tipo è buttarsi nella mischia e iniziare a giocare.</p>
<p>Ed è proprio così che è stato fatto per Aperol Spritz Italia. “SPRITZ TI STIMO”: chi non lo condividerebbe?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/05/ghjfjjyjbnuinyu.jpg"><br />
<img class="aligncenter  size-thumbnail wp-image-467" title="ghjfjjyjbnuinyu" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/05/ghjfjjyjbnuinyu-150x150.jpg" alt="TIODIO" width="150" height="150" /></a><br />
<a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/05/FireShot-capture-324-Spritz-Blog-Aperol-Spritz-www_aperolspritz_it_spritz-blog.jpg"><br />
<img src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/05/FireShot-capture-324-Spritz-Blog-Aperol-Spritz-www_aperolspritz_it_spritz-blog-150x149.jpg" alt="Aperol Spritz" /></a></p>
<p>Quando un brand riesce a raggiungere il suo pubblico attraverso iniziative realmente virali è perché sa interpretare il mood del momento e coglierne le opportunità ma anche perché ha solide fondamenta strategiche. Aperol Spritz ha saputo approfittare di questo tormentone perché ha incentrato il suo web marketing sui social in maniera genuina. Conosce la differenza tra un profilo di facebook e un banner e utilizza al meglio gli strumenti a disposizione. Basta <a href="http://www.facebook.com/Aperol.Spritz.Italia">andare sulla Fan Page</a> per capire che l’attenzione verso il pubblico dei social network è altissima. Tab molto curate, integrazione tra più social media, molti bottoni di condivisione, iniziative coinvolgenti… E la cosa più importante è che non finisce tutto su Facebook ma la strategia continua <a href="http://www.aperolspritz.it/">sul sito ufficiale</a> dove gli utenti hanno la possibilità di veder pubblicati i loro tweets, le loro foto da flickr e i post dei blog. Sono disponibili i wall paper brandizzati, ma anche un tema per firefox, si può leggere il blog ufficiale di Aperol, si possono trovare le ricette per i cocktail e i video con i consigli per preparare il vero spritz. Insomma, una vera strategia di social media marketing che va ben oltre le solite attività di seeding su blog e forum.</p>
<p>Allora, chi ancora non ha condiviso?</p>
<p>Articolo apparso sul n°82 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Venerdì 14 Maggio.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che     ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma     anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005      dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>Social Media Optimization , questa sconosciuta</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/04/29/social-media-optimization-questa-sconosciuta/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 07:37:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è chi ancora non sa che i motori di ricerca social lavorano con algoritmi differenti rispetto ai motori di ricerca di tradizionali. Per intenderci, cercare su Google non è neanche lontanamente paragonabile a cercare su Facebook. Nonostante questo argomento sia trattato sia nei forum che nei blog di settore, la maggior parte delle aziende ancora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è chi ancora non sa che i motori di ricerca social lavorano con algoritmi differenti rispetto ai motori di ricerca di tradizionali. Per intenderci, cercare su Google non è neanche lontanamente paragonabile a cercare su Facebook. Nonostante questo argomento sia trattato sia nei forum che nei blog di settore, la maggior parte delle aziende ancora non l’ha capito.</p>
<p>Come faccio a saperlo? Facile, proprio in questi giorni mi è stata detta questa frase: “Voglio essere ai primi posti tra i risultati di Facebook, utilizzando la chiave di ricerca da me scelta, ci sarà sicuramente qualche trucchetto per farlo.” Spiegare perché non mi fosse possibile soddisfare questa richiesta non è stato così facile.</p>
<p>L’idea di base è che esistono dei parametri di indicizzazione che selezionano i risultati in base al network di amici di ciascun utente e non sulla base degli algoritmi “tradizionali” diffusi da Google e dagli altri search engine. Per questa ragione diventa fondamentale scegliere una strategia comunicativa efficace, coinvolgere gli utenti e invogliarli a collaborare alla creazione di una community di brand addicted. Perché è proprio attraverso i “fan”, i neonati “likers” e i “followers” che si riesce a promuovere il brand, attraverso il passaparola. Se un nostro amico diventa portavoce di un prodotto, noi ne verremo a conoscenza proprio grazie al contatto diretto.</p>
<p>Mentre però un buon SEO o SEM vi possono aiutare a migliorare il vostro posizionamento su motore di ricerca tradizionale, un ottimo SMM non vi porterà mai ad apparire in prima pagina nelle ricerche sui social media. Non per incompetenza, ma proprio perché questo non è un obiettivo perseguibile con gli strumenti di social media marketing, o comunque non è di primaria importanza. Per questo è fondamentale avere le idee chiare su cosa fare e cosa evitare.</p>
<p>Se proprio vogliamo provare ad individuare qualche linea guida per favorire l’indicizzazione social della nostra pagina, possiamo notare che è fondamentale che il titolo della pagina contenga la keyword di nostro interesse, possibilmente in come prima parola del titolo e che il numero dei fan sia alto, il più alto possibile.</p>
<p>Inoltre, Facebook considera anche le caratteristiche comuni con il proprio profilo: amici, gruppi e pagine in comune o la località da cui si accede. Per una volta Page Rank, Alexa Rank, Yahoo Inlinks, Technorati e compagnia non influiscono sul risultato.</p>
<p>Come ho già scritto in precedenza, in questo senso è fondamentale che il livello di formazione sull’argomento, che i professionisti della comunicazione abbiano tutti gli strumenti per maneggiare al meglio le tecnologie della rete e che anche loro diano un contributo alla “formazione” dei manager d’azienda, purtroppo ancora scettici e disinformati.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/fgsdgsdf.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-445" title="fgsdgsdf" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/fgsdgsdf-300x87.jpg" alt="fgsdgsdf" width="300" height="87" /></a></p>
<p>Eventlab, in collaborazione con PromoDigital ha dato vita ad una nuova iniziativa chiamata “Corso in Social Media Marketing”. Il workshop si terrà all’inizio di Giugno a Roma e sarà dedicato alla progettazione di un piano di comunicazione non convenzionale on line. Seguendo la regola del “learning by doing”, oltre alle solite nozioni di teoria verranno proposte occasioni concrete di mettere in pratica i principi di social media marketing. Perchè è solo mettendosi in gioco in prima persona che si ottengono dei risultati.</p>
<p>Articolo apparso sul n°72 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Martedì 29 Aprile.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che    ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma    anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005     dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>AAA blogger cercansi!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 08:46:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte & Recensioni]]></category>
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		<description><![CDATA[

	Quando ho suggerito a PromoDigital di usarmi come &#8220;testimonial&#8221; per la loro iniziativa (http://www.valentinamaggi.net/2010/03/22/promodigital-polemiche-su-polemiche/) non credevo che mi avrebbero presa sul serio&#8230; e invece&#8230;

	Cerchiamo di fare chiarezza.

	Cos&#8217;&#232; PromoDigital? PromoDigital &#232; una community che mette in relazione i brand con i blogger (potete trovare altre info qui www.promodigital.it). Attraverso la loro piattaforma i blogger possono avere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ebuzzing.com/statsimagesp/10487_1104_138315_9477_7856.jpg" border="0" />
<p>
	Quando ho suggerito a PromoDigital di usarmi come &ldquo;testimonial&rdquo; per la loro iniziativa (http://www.valentinamaggi.net/2010/03/22/promodigital-polemiche-su-polemiche/) non credevo che mi avrebbero presa sul serio&hellip; e invece&hellip;</p>
<p>
	Cerchiamo di fare chiarezza.</p>
<p>
	Cos&rsquo;&egrave; PromoDigital? PromoDigital &egrave; una community che mette in relazione i brand con i blogger (potete trovare altre info qui <a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.com/rd/10487_1104_138315_9477_7856/www.promodigital.it" target="_blank">www.promodigital.it</a>). Attraverso la loro piattaforma i blogger possono avere accesso a brief aziendali e decidere se partecipare o meno alle campagne di advertising proposte.<br />
	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.com/rd/10487_1104_138315_9477_7856/www.promodigital.it" target="_blank"><img alt="" src="http://www.brandbuzz.it/promologo.jpg" style="width: 218px; height: 93px;" /></a></p>
<p>
	L&rsquo;iniziativa di cui sto parlando &egrave; nata quando PromoDigital &egrave; diventata parte del gruppo Wikio, gruppo di comunicazione specializzato nell&rsquo;ambito dei social media.</p>
<p>
	<a rel="nofollow" href="http://www.wikio.it" target="_blank"><img alt="" src="http://www.brandbuzz.it/wikio1.jpg" style="width: 81px; height: 47px;" /></a></p>
<p>
	&ldquo;Lanciato nel 2006, Wikio &egrave; un portale di informazione focalizzato sui blog che indicizza un milione di blog e siti diversi ed &egrave; il principale servizio Internet europeo per tracciare le tendenze e seguire l&#39;attualit&agrave; proprio grazie alle sue fonti. Con oltre 20 milioni di utilizzatori, &egrave; divenuto ormai un punto di riferimento della blogosfera. Solo in Italia Wikio raggiunge oltre 5 milioni di visitatori unici al mese, con oltre 200.000 fonti d&#39;informazione, prevalentemente blog.&rdquo;</p>
<p>
	In pratica funziona cos&igrave;. Promodigital ti manda una mail in cui ti avverte che &egrave; partita una nuova campagna. Tu ti colleghi al sito, guardi di cosa si tratta e se ti interessa confermi la tua partecipazione (non si &egrave; obbligati a partecipare, si scrive solo ed esclusivamente se e quando lo si vuole fare). Scrivi un post dedicato al prodotto o servizio in questione, lo mandi a PromoDigital perch&eacute; controllino che tu abbia effettivamente parlato del prodotto e non di altro, e una volta validato lo puoi pubblicare (l&rsquo;attivit&agrave; viene remunerata quindi mi pare ovvio che il cliente voglia essere certo che si parli davvero del prodotto e non di altro).</p>
<p>
	&nbsp;</p>
<p>
	I contenuti pubblicati possono essere di due tipi:</p>
<p>
	1-<u>campagne di video seeding</u>: pubblicherai sul tuo blog dei video diffusi direttamente dal brand. Io l&rsquo;ho fatto per EasyJet <a rel="nofollow" href="http://www.valentinamaggi.net/2010/04/09/easyjet-bella-scelta/">http://www.valentinamaggi.net/2010/04/09/easyjet-bella-scelta/</a> e Patrizia Pepe <a rel="nofollow" href="http://www.valentinamaggi.net/2010/04/13/patrizia-pepe-ottimo-prodotto-peccato-per-lo-spot/">http://www.valentinamaggi.net/2010/04/13/patrizia-pepe-ottimo-prodotto-peccato-per-lo-spot/</a> e Saab <a rel="nofollow" href="http://www.valentinamaggi.net/2010/04/21/saab-thats-social/">http://www.valentinamaggi.net/2010/04/21/saab-thats-social/</a>. &nbsp;</p>
<p>
	2-<u>sponsored conversation:</u> scriverai articoli su campagne di advertising su prodotti o servizi. Io l&rsquo;ho fatto per Terzo Valore <a rel="nofollow" href="http://www.valentinamaggi.net/2010/03/20/investimento-a-fin-di-bene/">http://www.valentinamaggi.net/2010/03/20/investimento-a-fin-di-bene/</a> e That&rsquo;s Opera <a rel="nofollow" href="http://www.valentinamaggi.net/2010/04/22/thats-opera-la-lirica-online/">http://www.valentinamaggi.net/2010/04/22/thats-opera-la-lirica-online/</a>.</p>
<p>
	Quando &egrave; partita questa iniziativa ho letto di molti blogger scettici riguardo la fase di &ldquo;validazione&rdquo; del contenuto. In realt&agrave; io ho testato con mano che non si tratta di censura, ma di semplice verifica della coerenza con il brief. Mi &egrave; infatti capitato di dichiarare di non essere particolarmente soddisfatta di una campagna e nessuno si &egrave; sognato di impedirmi di pubblicare il mio post.</p>
<p>
	Questo perch&eacute; PromoDigital pone l&rsquo;eticit&agrave; come requisito fondamentale per partecipare alle campagne, in quanto partner <a rel="nofollow" href="http://womma.org/main/" target="_blank">WOMMA</a> e co-fondatore del <a rel="nofollow" href="http://www.wommi.it/" target="_blank">WOMMI</a>. &Egrave; anche per questo motivo che ogni contenuto pubblicato per conto di PromoDigital viene segnalato con la dicitura &ldquo;Articolo Sponsorizzato&rdquo;. Tutto viene fatto alla luce del sole.</p>
<p>
	La domanda sorge spontanea: perch&eacute; aderire? Perch&eacute; in questo modo io posso scrivere (adoro scrivere), di advertising (e non ci si annoia mai), e mi pagano per farlo (cosa rara nel mercato della comunicazione!). Mi pare che possa bastare!</p>
<p>
	Volete altre news? Leggetevi le Faqs su <u><a rel="nofollow" href="http://www.promodigital.it/it/commons/14/faq.html">http://www.promodigital.it/it/commons/14/faq.html</a>.</u></p>
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	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.com/rd/10487_1104_138315_9477_7856/www.promodigital.it" target="_blank">promodigital</a><br />
	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.com/rd/10487_1104_138315_9477_7856/www.promodigital.it" target="_blank"> buzz</a></p>
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	<a rel="nofollow" href="http://www.ebuzzing.com" target="_blank"><i>Articolo sponsorizzato</i></a></p>
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		<title>Oltre il Giornalismo 2.0</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/04/22/oltre-il-giornalismo-2-0/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 07:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
		<category><![CDATA[UGC]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli ultimi giorni mi sono resa conto che ormai le mie conoscenze riguardanti l’attualità derivano per la maggior parte da Facebook. Mi basta essere iscritta alle fan page di alcune delle principali testate italiane e avere qualche amico con velleità giornalistiche e il gioco è fatto.
Che il mio volo non aveva solo 15 minuti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Negli ultimi giorni mi sono resa conto che ormai le mie conoscenze riguardanti l’attualità derivano per la maggior parte da Facebook. Mi basta essere iscritta alle fan page di alcune delle principali testate italiane e avere qualche amico con velleità giornalistiche e il gioco è fatto.</p>
<p>Che il mio volo non aveva solo 15 minuti di ritardo a causa del maltempo, ma che sarebbe stato cancellato per via della cenere del vulcano islandese  l’ho saputo da un link condiviso sul mio Wall. Che Raimondo Vianello ci avesse lasciati l’ho saputo dalla Fan Page del Corriere che ha dato la notizia alle 10.08, più di un’ora prima rispetto alla pubblicazione ufficiale sul sito del quotidiano milanese, avvenuta alle 11.02.</p>
<p>Di giornalismo 2.0 si è parlato in tutte le salse. I blog sostituiranno i quotidiani? Si leggerà meno il cartaceo e più l’online? Chi scriverà le notizie? Professionisti o redattori improvvisati? Queste sono solo alcune delle domande a cui gli esperti del settore stanno cercando di rispondere… ormai da anni.</p>
<p>Di recente sono venuti alla luce esperimenti di vario genere sul tema citizen journalism e affini. Non tutti hanno avuto successo, il terreno è senza dubbio molto impervio e il microblogging è sempre dietro l’angolo. Da quando i tweet e gli status update sono diventati tra le principali fonti di informazione online, infatti, le testate giornalistiche tradizionali hanno cercato in ogni modo di correre ai ripari nella paura di perdere la loro audience.</p>
<p>Due illustri esempi sono senza dubbio iReport della CNN e Zeitgeist del Guardian. Questi pilastri dell’informazione hanno deciso di allearsi con il “nemico” invece di combatterlo e hanno dato vita a due ibridi in cui reporter professionisti e utenti della rete possono collaborare.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/Cnn.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-423" title="Cnn" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/Cnn.jpg" alt="Cnn" width="251" height="77" /></a></p>
<p>iReport (<a href="http://www.ireport.com/home/index.jspa">http://www.ireport.com/home/index.jspa</a>) per esempio è una piattaforma che permette di contribuire a dare il giusto “taglio” alle notizie presentate dalla CNN. Si può scrivere una storia, pubblicarla, commentare notizie ufficiali, indicare quali news sono per noi più importanti e quali invece ci interessano meno, e contribuire all’individuazione delle notizie di primo piano. Si potrebbe definire come una sezione UGC del sito della CNN in cui sono gli utenti a decretare il successo di una news, o addirittura a proporla spontaneamente.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/Zeit.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-424" title="Zeit" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/Zeit.jpg" alt="Zeit" width="162" height="74" /></a></p>
<p>Il Guardian va oltre e presenta la sua creatura affermando che “rispondere alle esigenze social della rete è ormai diventata una priorità”. L’obiettivo di Zeitgeist (<a href="http://www.guardian.co.uk/zeitgeist">http://www.guardian.co.uk/zeitgeist</a>), infatti, è rivelare e indagare i fatti in modo innovativo. Si tratta di un mini sito, nella sezione Community, in cui i contenuti vengono scelti direttamente dagli utenti e non dai redattori professionisti. Le notizie in home page cambiano durante il giorno a seconda dei feedback dei lettori. Per capire a colpo d’occhio quali sono le notizie fondamentali è stata scelta una scala cromatica identificativa per le categorie tematiche. Ad ogni colore corrisponde un argomento diverso.</p>
<p>In realtà però tutti questi sforzi rischiano di diventare controproducenti perché si perde sia il valore della redazione professionale, sia la freschezza di una notizia UGC. Se vado sul sito del Corriere o di Repubblica mi aspetto di trovare articoli scritti da persone competenti, articoli di commento o articoli di cronaca, ma in ogni caso redatti da persone che hanno la preparazione e le competenze idonee a farlo nel migliore dei modi. Se invece aggiungo tra i miei feed blog e siti di informazione amatoriali di amici, conoscenti o blogger che stimo, so che mi troverò di fronte ad un diverso tipo di fonte di informazione. Il livello qualitativo non è per forza inferiore, anzi, ma il tipo di taglio, di notizia, di scelta editoriale, lo stile del pezzo sono completamente differenti.</p>
<p>Questa tendenza a confondere contenuti professionali e contenuti amatoriali si può riscontrare anche nella dilagante moda degli UGC. Ormai si trovano sempre più aziende che abusano di questo mezzo chiedendo a utenti e consumatori di produrre materiale che andrà poi a costituire parte integrante della brand identity. Quanti concorsi e giochi avete visto per l’ideazione di concept e spot di nuove campagne? E i risultati? A nessuno è venuto il dubbio che oltre all’idea fresca e originale servano l’esperienza e le capacità per svilupparla?</p>
<p>Non sono disposta a credere che la strada verso il crowdsourcing e il citizen journalism comporti necessariamente la perdita di competenze e professionalità e che questo danno collaterale non si possa evitare.</p>
<p>Articolo apparso sul n°67 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Martedì 22 Aprile.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che    ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma    anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005     dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>Educare al Social Media Marketing: lo Young Digital Lab</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/04/13/educare-al-social-media-marketing-lo-young-digital-lab/</link>
		<comments>http://www.valentinamaggi.net/2010/04/13/educare-al-social-media-marketing-lo-young-digital-lab/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 07:15:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[educare]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
		<category><![CDATA[young digital lab]]></category>

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		<description><![CDATA[A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”
B: “Mi occupo di Social Media Marketing.”
A: “E da grande cosa vuoi fare?”
B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di Web Marketing, più in generale.”
A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare davvero nella vita?!”
Se, in questa situazione, avessi avuto come interlocutore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A: “Ciao! Cosa fai nella vita?”</p>
<p>B: “Mi occupo di Social Media Marketing.”</p>
<p>A: “E da grande cosa vuoi fare?”</p>
<p>B: “Voglio andare avanti ad occuparmi di Social Media Marketing, o di Web Marketing, più in generale.”</p>
<p>A: “No, non sto scherzando, sono serio. Intendo dire cosa vuoi fare davvero nella vita?!”</p>
<p>Se, in questa situazione, avessi avuto come interlocutore un sessantenne forse avrei potuto giustificare la sua diffidenza nei confronti della mia professione, e soprattutto nei confronti delle mie ambizioni. Ma il mio interlocutore era un ragazzo tra i 25 e i 35 anni. Uno di quelli che adesso vengono chiamati “Nativi Digitali”. Uno di quelli che dovrebbe mangiare pane e YouTube a colazione, per intenderci.</p>
<p>Ho pensato allora che forse non tutti gli utenti della rete si rendono conto delle dinamiche che stanno dietro al loro schermo. Mi è venuto in mente che forse chi non lavora nel back office della comunicazione online non può avere chiaro il panorama delle relazioni che caratterizzano una pagina Facebook, un profilo su Twitter o un blog.</p>
<p>Le aziende invece per costruire la loro brand identity in maniera ottimale devono cogliere ogni minima opportunità che la rete offre. Loro sì che conoscono i retroscena del marketing relazionale, dell’importanza delle conversazioni, della reputazione, dello sfruttamento delle nuove tecnologie per costruire dei network di contatti. Tutto contribuisce a costruire l’immagine del marchio e le aziende non possono assolutamente permettersi di ignorare le continue evoluzioni del 2.0.</p>
<p>Come un fulmine a ciel sereno mi è venuta in mente un’altra conversazione.</p>
<p>A: “Allora, facciamo questa pagina FB!”</p>
<p>B: “Certo, cerchiamo di stimolare il dialogo sulla bacheca e nell’area discussioni, cerchiamo di coinvolgere gli utenti!”</p>
<p>A: “No, no, no… E se poi si mettono a parlar male del prodotto? Non conviene rischiare di rimanere invischiati nelle critiche. Tanto, alla fine, la pagina su Facebook non è altro che un grosso maxi banner, no?”</p>
<p>Ed è a questo punto del mio flusso di coscienza che mi sono resa conto che i destinatari (se ancora si possono definire tali) della comunicazione aziendale online spesso sono del tutto ignari di come marketing 2.0 possa influire sulla loro vita, e che anche coloro che dovrebbero trasmettere un messaggio, un’identità di marca, troppo spesso decidono di non prendersi responsabilità e di stare fuori dai giochi.</p>
<p>Noi che nel mondo del social ci lavoriamo diamo tutto questo per scontato. Noi che ogni giorno “viviamo” il 2.0 sia come comunicatori attivi, sia come utenti passivi abbiamo fin troppo chiaro quali possano essere gli enormi cambiamenti che l’evoluzione della rete sta portando nella quotidianità di ognuno. Noi che mangiamo pane e YouTube a colazione, e che lo facciamo con convinzione, sappiamo che non si può non stare al passo con le novità.</p>
<p>Per questo motivo sono convinta che tutte le agenzie, le università, le associazioni che organizzano corsi di formazione sull’argomento, che cercano di diffondere informazioni e conoscenze sui  social media e sull’universo di possibilità che li caratterizza, tutte le pagine Facebook, tutti i blog e tutti i forum che trattano temi come reputation, brand identity, condivisione e crowdsourcing stiano rendendo un servizio alla comunità. Utilizzare in modo consapevole gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione significa tendere ad uno sviluppo continuo sia delle tecnologie stesse sia di noi come utenti.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/young.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-393" title="young" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/young-300x211.jpg" alt="young" width="300" height="211" /></a></p>
<p>Un esempio di formazione in puro stile 2.0 è quello del Young Digital Lab di Padova dell’8 e 9 Aprile.</p>
<p>Michele Polico, Vincenzo Risi, Andrea Colaianni, Simone Tornabene, Federico Neri, Enzo Santagata, Gianluigi Zarantonello, Alessio Granata, Davide Dattoli sono gli under 30 (<a href="http://www.youngdigitallab.com/chi-siamo/">http://www.youngdigitallab.com/chi-siamo/</a>) che hanno organizzato un seminario dedicato al social media marketing lo scorso week end.</p>
<p>In realtà io non ho potuto partecipare all’evento. Come faccio quindi a dire che si sia svolto in puro stile 2.0? Perché sulla loro pagina FB e FriendFeed ho potuto seguire gli aggiornamenti in tempo reale (<a href="http://www.facebook.com/YoungDigitalLab">http://www.facebook.com/YoungDigitalLab</a> e <a href="http://friendfeed.com/young-digital-lab">http://friendfeed.com/young-digital-lab</a>), perché su SlideShare trovo tutte le presentazioni del convegno (<a href="http://www.slideshare.net/YoungDigitalLab">http://www.slideshare.net/YoungDigitalLab</a>), perché sul canale di YouTube posso approfondire le tematiche trattate (<a href="http://www.youtube.com/user/YoungDigitalLab">http://www.youtube.com/user/YoungDigitalLab</a>). Più 2.0 di così proprio non si può!</p>
<p>Articolo apparso sul n°60 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Martedì 13 Aprile.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che   ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma   anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005    dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>Twitter cambia faccia</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/04/02/twitter-cambia-faccia/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 08:03:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[grafica]]></category>
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		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[É pronta, la sua nascita è stata ufficialmente annunciata, manca solo che la neonata home page venga alla luce. Questo nuovo restyle è già sulla bocca di tutti poiché le modifiche apportate sconvolgono completamente la struttura della pagina a cui siamo abituati.
Già l’estate scorsa avevamo assistito ad un cambio di look da parte della piattaforma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>É pronta, la sua nascita è stata ufficialmente annunciata, manca solo che la neonata home page venga alla luce. Questo nuovo restyle è già sulla bocca di tutti poiché le modifiche apportate sconvolgono completamente la struttura della pagina a cui siamo abituati.</p>
<p>Già l’estate scorsa avevamo assistito ad un cambio di look da parte della piattaforma di microblogging, ma le differenze riguardavano più che altro la grafica: colori, forme, diposizione degli elementi nella pagina.</p>
<p>La versione originale , infatti, era così.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/tw1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-371" title="tw1" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/tw1-300x246.jpg" alt="tw1" width="300" height="246" /></a></p>
<p>Oggi invece sul nostro schermo vediamo questa immagine.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/tw2.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-372" title="tw2" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/tw2-300x184.jpg" alt="tw2" width="300" height="184" /></a></p>
<p>Dai prossimi giorni ci sarà qualcosa di ancora diverso.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/tw3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-373" title="tw3" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/04/tw3-300x162.jpg" alt="tw3" width="300" height="162" /></a></p>
<p>Guardando lo screenshot che si trova in rete in anteprima appare evidente come la semplicità e la pulizia della pagina che apriamo ogni giorno siano state accantonate in favore di una struttura dinamica decisamente più ricca di contenuti.</p>
<p>Nella parte superiore si troveranno una scroll con le keyword più popolari, nella colonna di sinistra, dal titolo “See who’s here”, appariranno i profili più celebri di Twitter, mentre al centro la sezione “Top Tweets” riporterà, in real time, i messaggi più rilevanti, in ordine cronologico.</p>
<p>Evidentemente si vuole che i potenziali nuovi iscritti abbiano la possibilità di sbirciare dal buco della serratura per farsi un’idea di cosa li aspetta… Questo forse perché non è facile capire in modo immediato l’enorme valore di questa piattaforma, che da mero strumento di “status update”,si è evoluta in mezzo di diffusione e condivisione di contenuti.</p>
<p>L’obiettivo quindi è conquistare ancora più utenti: gli strumenti implementati dovrebbero favorire la familiarizzazione con le dinamiche del social network. Sul blog ufficiale, infatti, si dice “per chi si è avvicinato a Twitter di recente, reperire le informazioni desiderate potrebbe non essere semplice. Così, i nostri sforzi vanno in questa direzione.”</p>
<p>La competizione con Facebook potrebbe essere una delle cause principali di questa scelta: dopo il grande successo iniziale, infatti, Twitter non ha saputo mantenere costante il trend di crescita che lo ha caratterizzato per i primi tempi. E ora per non rischiare di rimanere schiacciato dal peso sempre crescente del rivale, cerca di rimettersi in gioco.</p>
<p>Temo però che, continuando per questa strada, il miglior servizio di microblogging al mondo, senza competitors alla sua altezza si snaturi per assomigliare a qualcosa di totalmente diverso, Facebook. La sfida tra due colossi che non hanno poi così tanto in comune è salutare nel momento in cui serve da stimolo per consolidare la propria identità, ma è anche fortemente autodistruttiva nel momento in cui lede le fondamenta su cui il servizio stesso si poggia. È importante che ogni piattaforma si distingua dalle altre per i suoi punti di forza e non ceda alle lusinghe dell’omologazione, solo per accontentare il grande pubblico.</p>
<p>Speriamo che Twitter non si metta in testa di rubare utenti a Facebook, o decreterà la sua stessa condanna a morte.</p>
<p>Articolo apparso sul n°54 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Venerdì 2 Aprile.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che  ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma  anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005   dall’editore Mario Modica.</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Vaticano 2.0</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/03/30/vaticano-2-0/</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 07:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>
		<category><![CDATA[vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[La Chiesa Cattolica è da sempre un punto di riferimento per i comunicatori. La ragione è chiara e lampante: nessuno ha mai saputo veicolare dei contenuti in modo altrettanto efficace. I primi predicatori forse hanno improvvisato, scegliendo in maniera autonoma stile e tono, ma, con il passare del tempo, gli aspetti comunicativi lasciati al caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Chiesa Cattolica è da sempre un punto di riferimento per i comunicatori. La ragione è chiara e lampante: nessuno ha mai saputo veicolare dei contenuti in modo altrettanto efficace. I primi predicatori forse hanno improvvisato, scegliendo in maniera autonoma stile e tono, ma, con il passare del tempo, gli aspetti comunicativi lasciati al caso si sono ridotti sempre più.</p>
<p>Sant’Agostino di Ippona, tanto per fare un esempio, è uno dei comunicatori di più grande successo che la Chiesa Cattolica possa vantare. Citato anche nei manuali di retorica, Agostino raccomanda lo stile umile, ma non incolto, è convinto che ad ogni diverso tipo di pubblico si debba adattare uno specifico linguaggio, invita gli oratori a mettere davanti agli occhi degli ascoltatori l’oggetto del discorso. Linee guida moderne, da cui neanche i pubblicitari di oggi possono prescindere.</p>
<p>Il 23 gennaio di quest’anno papa Benedetto XVI  invita la Chiesa a guardare a Internet con entusiasmo e audacia ed esorta i sacerdoti a navigare e a partecipare ai social network per portare la parola di Dio nel grande continente digitale.</p>
<p>Detto, fatto! Devono passare solo un paio di giorni prima di avere le prime risposte della rete, come The Prayer Engine. Si tratta di un modello di social network da installare sul proprio sito o blog, dedicato alla richiesta di preghiere. Ci si registra e si invia la propria richiesta, quando viene accolta da uno o più iscritti si riceve una notifica. Gli americani ne hanno create a decine di community ad hoc: Faithlight, Holypal, Yourchristianspace e JCFaith, solo per citarne qualcuna. In Italia invece troviamo Faithbook.it e ChristianCafè, dei Cristiani Evangelici. Evidentemente l’appello del Papa è stato accolto a braccia aperte.</p>
<p>Anche oggi quindi la Chiesa ce la mette tutta per non perdere colpi e rimanere “sul pezzo”. E per farlo decide anche di iscriversi a Twitter. Il 20 Marzo vengono creati sei account, uno per ogni lingua: oltre allo spagnolo, troviamo l’italiano, (&#8220;news_va_it&#8221;), il francese (&#8220;news_va_fr&#8221;), il tedesco,(&#8220;news_va_de&#8221;), l’inglese (&#8220;news_va_en&#8221;) e il portoghese (&#8220;news_va_pt&#8221;).</p>
<p><img class="alignnone" src="http://img171.imageshack.us/img171/9205/twittercomnewsvait.jpg" alt="" width="652" height="267" /></p>
<p>Ciò che stupisce, però, è che a distanza di dieci giorni, i followers non siano neanche 200. È vero che “dare i numeri” per quantificare in modo preciso una strategia social di successo è quasi impossibile, ma considerato il target di riferimento, forse ci si poteva aspettare qualcosa di più.</p>
<p>Che la Chiesa, a prescindere dalla bontà dei contenuti trasmessi, abbia perso completamente la capacità di raggiungere il suo pubblico? Purtroppo non basta “esserci” sui social media per riscuotere successo, bisogna anche sapere cosa scrivere e come farlo. Che investire nel social media marketing sia un modo per svecchiare l’immagine del Vaticano? Se questa è l’intenzione, forse è il caso di correggere il tiro…</p>
<p>Articolo apparso sul n°51 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Martedì 30 Marzo.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che  ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma  anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005   dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>Twitter: ecco un’ottima idea per sfruttarlo</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/03/24/twitter-ecco-un%e2%80%99ottima-idea-per-sfruttarlo/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 22:43:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
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		<description><![CDATA[Da bambina passavo le ore in biblioteca a leggere. Ricordo benissimo che i miei libri preferiti erano quelli in cui ero io a dettare le regole.
“La principessa bacerà il ranocchio o no? Se credi che lo bacerà vai a pagina 3, se invece credi che non dovrebbe farlo vai a pagina 5.”
C’è chi le chiama [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da bambina passavo le ore in biblioteca a leggere. Ricordo benissimo che i miei libri preferiti erano quelli in cui ero io a dettare le regole.</p>
<blockquote><p>“La principessa bacerà il ranocchio o no? Se credi che lo bacerà vai a pagina 3, se invece credi che non dovrebbe farlo vai a pagina 5.”</p></blockquote>
<p>C’è chi le chiama “storie a bivio”, c’è chi li chiama “libro-gioco”, la sostanza non cambia. Si tratta di racconti in cui è chi legge a determinare lo sviluppo della storia. In questo modo il libro può essere letto e riletto tante volte, ognuna con un finale diverso. Molto spesso il “libro game” si è evoluto sino a diventare simile ad un gioco di ruolo, in cui il protagonista e le sue mosse vengono scelti con l’ausilio di carte e di dadi.</p>
<p>In questo tipo di testo la linearità della fruizione, una delle caratteristiche fondamentali dell’editoria offline cartacea, è completamente stravolta. Ma, soprattutto, appare evidente l’intento di responsabilizzare il lettore affidandogli scelte autoriali.</p>
<p>Mr. Jonah Peretti di New York City, Co-Founder di BuzzFeed, ha avuto la geniale idea di trasporre questa dinamica su Twitter. All’indirizzo <a href="http://twitter.com/peretti/status/10731245477">http://twitter.com/peretti/status/10731245477</a> si può infatti trovare il cinguettio di partenza da cui si sviluppano le possibili storie.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img96.imageshack.us/img96/3674/twittercomperettistatus.jpg" alt="" width="554" height="329" /></p>
<blockquote><p>“You’re assigned a dangerous mission to save the world! Do you 1) http://bit.ly/Accept-Mission or 2) http://bit.ly/Go-On-Vacation”</p></blockquote>
<p>Se sui social media i ruoli di autore e lettore erano confusi, adesso la situazione è ancora più difficile da definire. Le possibilità di implementazione di questa struttura sono incredibili. Ognuno può creare la sua storia a bivio, ognuno può condividerla con il proprio network con un semplice “retwit”.</p>
<p>Inutile dire quante potrebbero essere le possibilità per le aziende, che possono sfruttare quest’idea per innescare una rete di buzz.</p>
<p>Credo che non si potesse festeggiare in modo migliore il quarto compleanno di Twitter, che cade proprio il 21 marzo, se non dimostrando che è ancora vivo, ancora in ottima forma, e ancora fertile per nuovi progetti creativi. Buon compleanno!</p>
<p>Articolo apparso sul n°46 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Mercoledì 23 Marzo.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005  dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>Promodigital, polemiche su polemiche</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/03/22/promodigital-polemiche-su-polemiche/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 10:46:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[
Stamattina, leggendo i miei soliti feed mi sono imbattuta in una discussione che trovo molto interessante.
Qui, sul sito del WOMMI e qui, sul blog di Wolly, si parla dell&#8217;acquisizione di Promodigital da parte di Wikio. Questa fusione ha portato in Italia un sistema ormai già consolidato in Francia e in altri paesi (o almeno così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/FireShot-capture-230-PromoDigital-Buzz-Marketing-nei-Social-Media-www_promodigital_it_it_index_php.jpg"><img class="size-medium wp-image-327 aligncenter" title="FireShot capture #230 - 'PromoDigital - Buzz Marketing nei Social Media' - www_promodigital_it_it_index_php" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/FireShot-capture-230-PromoDigital-Buzz-Marketing-nei-Social-Media-www_promodigital_it_it_index_php-300x27.jpg" alt="FireShot capture #230 - 'PromoDigital - Buzz Marketing nei Social Media' - www_promodigital_it_it_index_php" width="300" height="27" /></a></p>
<p>Stamattina, leggendo i miei soliti feed mi sono imbattuta in una discussione che trovo molto interessante.<br />
<a href="http://www.wommi.it/2010/03/dura-discussione-sul-web-intorno-al-particolare-modello-promodigitalwikio-di-pr-via-blogger/">Qui, sul sito del WOMMI</a> e <a href="http://wol.ly/2010/03/20/promodigital-o-meglio-tu-pubblichi-sul-tuo-blog-e-ti-pago-ma-solo-se-ti-approvo-il-post/">qui, sul blog di Wolly</a>, si parla dell&#8217;acquisizione di Promodigital da parte di Wikio. Questa fusione ha portato in Italia un sistema ormai già consolidato in Francia e in altri paesi (o almeno così ho capito io) per cui un brand paga, attraverso l&#8217;agenzia affiliata a wikio, i blogger per scrivere recensioni su prodotti e servizi. E fin qui tutto bene. É pubblicità.</p>
<p>Il problema sorge nel momento in cui nelle condizioni di accetazione dell&#8217;incarico da parte del blogger, si parla di &#8220;validazione&#8221; del post da parte dell&#8217;agenzia, prima che questo venga pubblicato sul blog. Il rischio è quindi quello di cadere nel baratro della censura.</p>
<p>Io ho accettato l&#8217;offerta, ho aderito all&#8217;iniziativa e ho anche già pubblicato un post. Le ragioni per cui ho scelto questa strada e non mi sono unita al coro di proteste sono fondamentalmente due.</p>
<p>Prima di tutto perchè una grama volta che mi pagano per fare il mio lavoro non posso che ringraziare e darmi da fare. Ormai ho perso il conto delle agenzie, dei privati, delle aziende che mi hanno offerto di fare social media marketing GRATIS, e magari senza neanche un grazie alla fine. Promodigital mi ha detto: questo è il prodotto, questa è l&#8217;offerta, SE VUOI, scrivi. Io ho deciso di scrivere.</p>
<p>Secondo perchè credo che se davvero Promodigital facesse il tipo di censura di cui tutti parlano fallirebbe. Io sono una blogger, mi propongono un prodotto, a me non piace, ne parlo male, loro mi censurano e io non pubblico il post. Se il prodotto non piace a nessuno, nessuno ne parlerà e la campagna fallirà miseramente. Oppure, ancora peggio, io pubblico il post senza essere pagata e invece di parlarne male, ne parlo malissimo, così come parlo malissimo di Promodigital e di Wikio. In questo modo innesco il buzz, ma un buzz negativo, che di certo non interessa nè al brand, nè all&#8217;agenzia!</p>
<p>Ci sarà sicuramente chi mi risponderà che il problema riguarda tutti i blogger che saranno disposti a fare pubblicità a qualsiasi prodotto venga proposto pur di guadagnare qualcosa, come dice <a href="http://wol.ly/2010/03/20/promodigital-o-meglio-tu-pubblichi-sul-tuo-blog-e-ti-pago-ma-solo-se-ti-approvo-il-post/#comment-55067">Daniele &#8211; Viralavatar</a>. Ma cosa c&#8217;è di diverso rispetto a qualsiasi altra professione? Cosa cambia tra un dirigente che fa una raccomandazione e un blogger che parla bene di un prodotto che in realtà detesta? O cosa c&#8217;è di diverso rispetto a un giornalista che travisa una notizia per fare i propri interessi? Niente. E potrei fare altri esempi, molto più gravi, che riguardano politici o costruttori o medici&#8230; Venir meno alla propria deontologia professionale è sempre sbagliato, qualsiasi sia l&#8217;attività svolta. Ma questo è un problema di coscienza personale, non è un problema di Promodigital!</p>
<p>Voi che ne pensate? Sono curiosa di sapere come si evolve la storia!</p>
<p>PS: Promodigital non mi ha pagata per scrivere questo post. Se volesse farlo, ha i miei dati! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Chi usa male i Social Media? I politici, ovvio!</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/03/19/chi-usa-male-i-social-media-i-politici-ovvio/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 09:24:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica e Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Da buona cittadina andrò a votare alle prossime elezioni, ma da buona italiana media faccio sempre un po&#8217; fatica a stare al passo con coalizioni, schieramenti e candidati.
É per questo che quando vedo su FB qualche link alle fan page dedicate ai politici, sento che è mio dovere cliccare.
Oggi l&#8217;ho fatto, ho cliccato e &#8230; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da buona cittadina andrò a votare alle prossime elezioni, ma da buona italiana media faccio sempre un po&#8217; fatica a stare al passo con coalizioni, schieramenti e candidati.<br />
É per questo che quando vedo su FB qualche link alle fan page dedicate ai politici, sento che è mio dovere cliccare.</p>
<p>Oggi l&#8217;ho fatto, ho cliccato e &#8230; ORRORE!</p>
<p>Lo so, ormai la mia vita è irrimediabilmente condizionata dal mio lavoro, lo so, ho una visione distorta della realtà, lo so, ormai passo allo scanner ogni fan page in cui entro, ogni profilo che visito e ogni gruppo che mi suggeriscono. Ma credo che anche ad un occhio inesperto non possano sfuggire gli enormi errori di comunicazione delle pagine FB dei nostri politici.</p>
<p>Quello che più mi ha choccata è che la maggior parte non riportano nè il programma, nè il simbolo della coalizione a cui il politico appartiene, nè lo schieramento di riferimento. Nella migliore delle ipotesi c&#8217;è il simbolino e lo slogan della lista. Su sette pagine, solo in tre è presente il simbolo della coalizione.</p>
<p>Sono candidati di destra? di sinistra? liste civiche? Cosa sono? Per  chi lavorano? Perchè?</p>
<p>Se qualcuno sapesse spiegarmi le  motivazioni di una scelta di questo tipo gliene sarei immensamente  grata.</p>
<p>É vero, le pagine che ho visto io sono quelle dei candidati di Voghera. Voghera è un piccolo paesello, non si può pretendere che sappiano gestire i social network, neppure le grandi aziende spesso lo sanno fare! Allora ho dato una velocissima occhiata a un paio di candidati della provincia di Pavia. La situazione non è migliore. É anche vero, però, che i politici con più successo sono quelli che sanno comunicare meglio, quelli che sanno usare la comunicazione in maniera consapevole ed efficace. E allora perchè i social media vengono trascurati in modo così evidente?</p>
<p>Riporto qualche esempio di fan page. Le prime riguardano i candidati vogheresi presenti su FB. Li ho cercati tutti e ho trovato solo questi.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/rubiconto.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-310" title="rubiconto" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/rubiconto-300x153.jpg" alt="rubiconto" width="300" height="153" /></a><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/raga.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-309" title="raga" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/raga-300x127.jpg" alt="raga" width="300" height="127" /></a></p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/garofoli.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-308" title="garofoli" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/garofoli-300x141.jpg" alt="garofoli" width="300" height="141" /></a><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/barbieri.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-307" title="barbieri" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/barbieri-300x157.jpg" alt="barbieri" width="300" height="157" /></a></p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/rubiconto2.jpg"><img class="aligncenter size-medium  wp-image-305" title="rubiconto2" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/rubiconto2-300x153.jpg" alt="rubiconto2" width="300" height="153" /></a></p>
<p>Questi invece sono due candidati per le regionali. Il primo l&#8217;ho trovato tra i famosi link di amici su Facebook e l&#8217;altro l&#8217;ho scelto della coalizione opposta per par condicio. E poi è bressanese!</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/rubiconto2.jpg"></a><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/abelli.jpg"><img class="aligncenter size-medium  wp-image-306" title="abelli" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/abelli-300x162.jpg" alt="abelli" width="300" height="162" /></a><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/villani.jpg"><img class="aligncenter size-medium  wp-image-311" title="villani" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/villani-300x131.jpg" alt="villani" width="300" height="131" /></a></p>
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		<title>Chatroulette: you are nexted!</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 11:29:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ecco il nuovo passatempo per social addict: Chatroulette. Ci si collega, si accede alla piattaforma, senza login e senza registrazione, si accende la webcam e si inizia a giocare. Sul monitor appaiono due immagini, la propria e quella dell’interlocutore. Si può scegliere di iniziare a interagire oppure di passare al candidato successivo cliccando “Next”. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco il nuovo passatempo per social addict: Chatroulette. Ci si collega, si accede alla piattaforma, senza login e senza registrazione, si accende la webcam e si inizia a giocare. Sul monitor appaiono due immagini, la propria e quella dell’interlocutore. Si può scegliere di iniziare a interagire oppure di passare al candidato successivo cliccando “Next”. Il meccanismo con cui gli utenti vengono abbinati è puramente casuale, non ci sono algoritmi di assegnazione per gusti o fasce di età. Ci si può trovare davanti a chiunque e a qualsiasi cosa.</p>
<p>Poiché l’aspetto più interessante del servizio corrisponde proprio alla possibilità di cambiare interlocutore in modo facile e immediato, è molto facile che si venga “nexted”, quindi esclusi dal gioco. L’esclusione però, a prescindere da quello che si possa pensare, avviene senza offese o rancori. È un gioco, una roulette, e nessuno ci rimane male.</p>
<p>Questa piattaforma è stata creata da un diciassettenne russo, Andrey Ternovskiy, che, stanco di chattare con i suoi amici e insoddisfatto dei soliti Skype e MSN, ha deciso di creare un network senza frontiere relazionali. Voleva nuovi amici sconosciuti con cui chiacchierare. A metà febbraio Chatroulette aveva una media di 20000 utenti ogni notte, non male come bacino di utenti da cui attingere per fare amicizia!</p>
<p>La differenza fondamentale rispetto ai social network che noi tutti conosciamo e usiamo è proprio questa. Mentre noi su Facebook, Twitter e Friendfeed cerchiamo i nostri amici, qui si instaurano relazioni con perfetti sconosciuti. È un servizio differente anche dalle chat tradizionali, in cui, anche se non si conosce chi si ha di fronte, si ha sempre qualcosa in comune, un argomento di conversazione di base che di solito è rappresentato dalla stanza di chat che si frequenta.</p>
<p>Le condizioni del servizio prevedono che gli utilizzatori abbiano almeno 16 anni ma, in realtà, non essendoci un controllo sugli accessi e neppure una registrazione obbligatoria, i minorenni sono presenti e attivi esattamente come gli utenti di tutte le altre età. Ed è proprio la presenza dei minorenni che fa sorgere la maggior parte dei problemi.</p>
<p>Noi sappiamo che i nostri figli su Facebook interagiscono con amici, conoscenti e magari familiari, ma quando si collegano a Chatroulette chi vedranno attraverso i loro monitor?</p>
<p>Bastano pochi minuti di chat per rendersi conto che molto, troppo, spesso si trovano immagini violente e a sfondo pornografico. Gli esibizionisti trovano qui, infatti, terreno fertile per le loro perversioni: possono finalmente “far vedere” senza filtri o limiti. C’è chi addirittura ha messo in scena impiccagioni e finti suicidi. Alcuni hanno paragonato queste immagini allo spam: come possiamo eliminare lo spam dalla casella di posta, qui possiamo semplicemente cliccare su “next”. Ma ormai l’immagine l’abbiamo vista, mentre il messaggio di posta indesiderato possiamo anche non aprirlo.</p>
<p><a href="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/Senza-titolo-1.jpg"><img class="aligncenter  size-medium wp-image-291" title="Senza titolo-1" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/Senza-titolo-1-300x221.jpg" alt="Senza titolo-1" width="300" height="221" /></a></p>
<p>Da pochi giorni è anche disponibile una nuova feature per Chatroulette, la geolocalizzazione. È infatti possibile localizzare tramite Google Maps le immagini dell’ultima connessione dei vari utenti attraverso l’indirizzo IP. La rintracciabilità dell’interlocutore snatura il servizio e crea scontento tra gli utilizzatori abituali o è un modo efficace per scoraggiare gli esibizionisti?</p>
<p>Articolo apparso sul n°42 di <a href="http://www.spotandweb.it/" target="_blank">http://www.spotandweb.it</a> di Mercoledì 17 Marzo.</p>
<p>Spot  and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni   giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche   tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata  nel 2005  dall’editore Mario Modica.</span></p>
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		<title>Principesse alla riscossa</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 09:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Non snella, non alta, non bionda (naturale), non simpatica &#8230; &#8220;SOLO&#8221; CenerOntola!
Sono CenerOntola&#8230; si proprio con la O. In me non c&#8217;è nulla di sbagliato, solo non sono come quella squinzia di CenerEntola con la E. Questa lettera sbagliata per caso mi ha trasformata in una principessa diversa dal solito&#8230; perché le VERE principesse non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/pages/Cenerontola/131427054283?v=app_7146470109&amp;ref=ts#!/pages/Cenerontola/131427054283?v=app_7146470109&amp;ref=ts"><img class="aligncenter size-medium wp-image-215" title="Principesse alla Riscossa" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/03/principesse-alla-riscossa-300x168.jpg" alt="Principesse alla Riscossa" width="300" height="168" /></a></p>
<blockquote><p>Non snella, non alta, non bionda (naturale), non simpatica &#8230; &#8220;SOLO&#8221; CenerOntola!</p>
<p>Sono CenerOntola&#8230; si proprio con la O. In me non c&#8217;è nulla di sbagliato, solo non sono come quella squinzia di CenerEntola con la E. Questa lettera sbagliata per caso mi ha trasformata in una principessa diversa dal solito&#8230; perché le VERE principesse non sono sempre carine e simpatiche&#8230; ma soprattutto HANNO LE CURVE!!!</p>
<p>Non aspettatevi quindi in questo diario le solite principesse tutte cicì e cocò&#8230; qui CenerOntola e le sue sorelle (buone) raccontano la loro vita QUOTIDIANA di donne favolose a cui hanno tentato di infilare una scarpetta di VETRO!!!</p></blockquote>
<p>É con queste frasi che mi sono lasciata convincere ad aderire al progetto <a href="http://www.facebook.com/pages/Cenerontola/131427054283?v=app_7146470109&amp;ref=ts#!/pages/Cenerontola/131427054283?v=app_7146470109&amp;ref=ts">Principesse alla Riscossa</a>&#8230; E tu, non vorresti scrivere due righe a Donna Moderna, Vanity Fair, Marie Claire, Confidenze, A, Io Donna, D, la Repubblica delle donne, Vogue, GQ, Topolino, Cioè&#8230; cogli l&#8217;occasione, scrivi, e vediamo se queste riviste patinate avranno davvero il coraggio di pubblicarci!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cosa dicono di te on-line? Il Brand monitoring</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:32:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[reputation]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 2 Marzo: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su http://www.spotandweb.it. Andate sul sito e cercate il n° 37, mi trovate a pagina 4.
Eccone un assaggio&#8230;
Secondo l’analisi pubblicata da
PostRank, un sito dedicato alla
misurazione del “valore” dei digital
content, l’80% della partecipazione
attiva nei confronti di un contenuto
si sviluppa in spazi diversi rispetto
a quelli in cui era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Spot And Web" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/02/logo.gif" alt="Spot And Web" width="183" height="129" />Mercoledì 2 Marzo: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su <a href="http://www.spotandweb.it">http://www.spotandweb.it</a>. Andate sul sito e cercate il n° 37, mi trovate a pagina 4.</p>
<p>Eccone un assaggio&#8230;</p>
<blockquote><p>Secondo l’analisi pubblicata da<br />
PostRank, un sito dedicato alla<br />
misurazione del “valore” dei digital<br />
content, l’80% della partecipazione<br />
attiva nei confronti di un contenuto<br />
si sviluppa in spazi diversi rispetto<br />
a quelli in cui era stato pubblicato<br />
in origine.<br />
Ma cosa significa questo dato?<br />
Cosa si intende per “valore” e per<br />
partecipazione attiva?</p></blockquote>
<p>Spot and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.</span></p>
<p><span>Leggetemi! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I Social Network: un Paese per vecchi</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/24/i-social-network-un-paese-per-vecchi/</link>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:34:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
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		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[spot]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
		<category><![CDATA[statistiche]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 24 Febbraio: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su http://www.spotandweb.it. Andate sul sito e cercate il n° 33, mi trovate a pagina 2.
Eccone un assaggio&#8230;
Ma perché questo intensificarsi dell’uso
degli strumenti 2.0 in contesti seri
e impegnati se il mondo dei social
è universalmente considerato come
un mondo popolato da teenager? Forse perché
questo è solo un vecchio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Spot And Web" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/02/logo.gif" alt="Spot And Web" width="183" height="129" />Mercoledì 24 Febbraio: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su <a href="http://www.spotandweb.it">http://www.spotandweb.it</a>. Andate sul sito e cercate il n° 33, mi trovate a pagina 2.</p>
<p>Eccone un assaggio&#8230;</p>
<blockquote><p>Ma perché questo intensificarsi dell’uso<br />
degli strumenti 2.0 in contesti seri<br />
e impegnati se il mondo dei social<br />
è universalmente considerato come<br />
un mondo popolato da teenager? Forse perché<br />
questo è solo un vecchio stereotipo che ricerche<br />
e dati statistici hanno ormai sfatato.<br />
Nell’immaginario collettivo i social network vengono visti<br />
come spazi dedicati a un pubblico molto giovane,<br />
in particolare gli early adopter di riferimento sono sempre<br />
stati i ragazzi delle scuole superiori o dell’università.<br />
Oggi, invece, ci si sta rendendo conto che tale assioma è<br />
falso.</p></blockquote>
<p>Spot and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.</span></p>
<p><span>Leggetemi! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Facebook, la cartina al tornasole della felicità</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/17/facebook-la-cartina-al-tornasole-della-felicita/</link>
		<comments>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/17/facebook-la-cartina-al-tornasole-della-felicita/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 09:19:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[USA Gross National Happiness Index]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì 17 Febbraio: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su http://www.spotandweb.it. Andate sul sito e cercate il n° 28, mi trovate a pagina 2.
Eccone un assaggio&#8230;
Le impostazioni della privacy, infatti,
sono state oggetto di numerosi scontri tra le associazioni
dei consumatori e gli sviluppatori della piattaforma.
Le prime sostengono che la riservatezza dei dati
degli utenti deve essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Spot And Web" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/02/logo.gif" alt="Spot And Web" width="183" height="129" />Mercoledì 17 Febbraio: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su <a href="http://www.spotandweb.it">http://www.spotandweb.it</a>. Andate sul sito e cercate il n° 28, mi trovate a pagina 2.</p>
<p>Eccone un assaggio&#8230;</p>
<blockquote><p>Le impostazioni della privacy, infatti,<br />
sono state oggetto di numerosi scontri tra le associazioni<br />
dei consumatori e gli sviluppatori della piattaforma.<br />
Le prime sostengono che la riservatezza dei dati<br />
degli utenti deve essere tutelata in modo molto più<br />
rigido rispetto a quello che succede oggi, mentre<br />
Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook ha una<br />
visione più “elastica” del problema. Intervistato il<br />
mese scorso daMichealArrington di TechCrunch, il<br />
venticinquenne amministratore delegato ha<br />
spiegato che se dovesse progettare un nuovo Facebook<br />
non si farebbe scrupoli ad eliminare tutti i filtri e le<br />
opzioni di condivisione.</p>
<p>&#8230;</p>
<p>Che la condivisione con gli amici di idee, sentimenti<br />
ed esperienze porti a esorcizzare i problemi<br />
è risaputo, ma che questo meccanismo funzionasse<br />
anche nel virtuale e che fosse misurabile in modo<br />
così immediato è una novità.<br />
Ma ci sarà davvero un rapporto tra il grado<br />
di felicità espresso negli status e le informazioni<br />
pubblicate sul profilo?</p></blockquote>
<p>Spot and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.</span></p>
<p><span>Leggetemi! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Buzz vs Titanium: la sfida è aperta</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/12/buzz-vs-titanium-la-sfida-e-aperta/</link>
		<comments>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/12/buzz-vs-titanium-la-sfida-e-aperta/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 06:42:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[condivione]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[geolocalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[google buzz]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
		<category><![CDATA[titanium]]></category>

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		<description><![CDATA[Venerdì 12 Febbraio: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su http://www.spotandweb.it. Andate sul sito e cercate il n° 25, mi trovate a pagina 2.
Eccone un assaggio&#8230;
Facebook e Google sono in guerra, in una guerra senza
esclusione di colpi. Entrambi mirano al prodotto perfetto.
Ma raggiungere l’obiettivo prefissato non è per niente facile;
sia perché la concorrenza è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Spot And Web" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/02/logo.gif" alt="Spot And Web" width="183" height="129" />Venerdì 12 Febbraio: nuovo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su <a href="http://www.spotandweb.it">http://www.spotandweb.it</a>. Andate sul sito e cercate il n° 25, mi trovate a pagina 2.</p>
<p>Eccone un assaggio&#8230;</p>
<blockquote><p>Facebook e Google sono in guerra, in una guerra senza<br />
esclusione di colpi. Entrambi mirano al prodotto perfetto.<br />
Ma raggiungere l’obiettivo prefissato non è per niente facile;<br />
sia perché la concorrenza è a livelli altissimi, considerate<br />
anche le inarrestabili evoluzioni della tecnologia a disposizione,<br />
sia perché la totale soddisfazione dell’utente è una condizione<br />
più vicina all’utopia che alla realtà. Ce la faranno a mettere<br />
d’accordo tutto il popolo della rete dirottandolo verso un<br />
unico strumento condiviso? E quale dei due contendenti<br />
riuscirà nell’impresa? Facilità d’uso, efficienza del servizio,<br />
intuitività del layout, stabilità della piattaforma, integrazione<br />
con altri servizi…Questi sono solo alcuni<br />
degli innumerevoli parametri di cui gli<br />
utenti tengono conto quando devono stabilire<br />
a chi spetta il primato di leader della rete.<br />
E, per ora, nessuno dei due ha ancora le<br />
carte in regola per salire sul podio.</p></blockquote>
<p>Spot and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.</span></p>
<p><span>Leggetemi! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Le nuove frontiere della musica… social!</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/04/le-nuove-frontiere-della-musica%e2%80%a6-social/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 09:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[lastfm]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[myspace]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>
		<category><![CDATA[thounds]]></category>

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		<description><![CDATA[Giovedì 4 Febbraio: secondo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su http://www.spotandweb.it. Andate sul sito e cercate il n° 19, mi trovate a pagina 3.
Eccone un assaggio&#8230;
Ciò che stupisce è che oggi sono le più moderne tecnologie
a soddisfare, anche se non del tutto, questa primordiale
necessità. L’incredibile successo delle community on-line
ne è la prova. Ce ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img title="Spot And Web" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/02/logo.gif" alt="Spot And Web" width="183" height="129" />Giovedì 4 Febbraio: secondo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su <a href="http://www.spotandweb.it">http://www.spotandweb.it</a>. Andate sul sito e cercate il n° 19, mi trovate a pagina 3.</p>
<p>Eccone un assaggio&#8230;</p>
<blockquote><p>Ciò che stupisce è che oggi sono le più moderne tecnologie<br />
a soddisfare, anche se non del tutto, questa primordiale<br />
necessità. L’incredibile successo delle community on-line<br />
ne è la prova. Ce ne sono di ogni genere: dedicati<br />
al beauty, allo sport, al cinema… Ma è la musica che, più<br />
di ogni altro tema, ha trovato terreno fertile<br />
nei social network.</p></blockquote>
<p>Spot and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.</span></p>
<p><span>Leggetemi! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/04/le-nuove-frontiere-della-musica%e2%80%a6-social/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Pubblicata!</title>
		<link>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/03/pubblicata/</link>
		<comments>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/03/pubblicata/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 09:28:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[spotandweb]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 1 Febbraio è stato pubblicato il mio primo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su http://www.spotandweb.it.
Se andate sul sito e cercate l&#8217;arretrato n°16, mi trovate a pagina 4 con un articolo dal titolo &#8220;Combattere la crisi con i Social Network&#8221;.
Eccone un assaggio&#8230;
La domanda sorge spontanea: se dalla parte dei produttori
c’è chi è stato in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-96" title="Spot And Web" src="http://www.valentinamaggi.net/wp-content/uploads/2010/02/logo.gif" alt="Spot And Web" width="183" height="129" />Lunedì 1 Febbraio è stato pubblicato il mio primo articolo sul tema &#8220;Social Media Marketing&#8221; su <a href="http://www.spotandweb.it">http://www.spotandweb.it</a>.</p>
<p>Se andate sul sito e cercate l&#8217;<a href="http://www.spotandweb.it/modules.php?name=News&amp;file=categories&amp;op=newindex&amp;catid=1">arretrato n°16</a>, mi trovate a pagina 4 con un articolo dal titolo &#8220;Combattere la crisi con i Social Network&#8221;.</p>
<p>Eccone un assaggio&#8230;</p>
<blockquote><p>La domanda sorge spontanea: se dalla parte dei produttori<br />
c’è chi è stato in grado di attutire gli effetti della crisi<br />
utilizzando la rete, si può essere certi che i consumatori<br />
siano stati in grado di fare altrettanto? In realtà hanno<br />
fatto molto di più.</p></blockquote>
<p>Spot and Web <span>è la prima Free Press della comunicazione che ogni giorno racconta non solo il mondo della pubblicità e del web, ma anche tutti i media.<br />
Con oltre 81.000 lettori giornalieri, viene fondata nel 2005 dall’editore Mario Modica ed è diretto da Fabio Muzzio.</span></p>
<p><span>Leggetemi! <img src='http://www.valentinamaggi.net/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.valentinamaggi.net/2010/02/03/pubblicata/feed/</wfw:commentRss>
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